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lunedì 26 gennaio 2015

Story of a (bad) film

Ormai è passato più di un anno da quando ho realizzato il mio primo cortometraggio. Ero ansiosa di provare la reflex che mi era arrivata da poco, desiderosa di mettermi subito alla prova come filmmaker. 
Questo film è nato in questo modo così bislacco. Avevo sentito parlare di un festival dove anche i dilettanti potevano partecipare e avevo un'idea in testa. L'arrivo della reflex ha contribuito a fomentare questo mio desiderio. Ma come disse un vecchio saggio: "Puoi avere la telecamera più figa del mondo, ma se non la sai usare, tanto vale girare col telefonino". Da quel terminator che sono non me ne importava nulla: nozioni di base come il bilanciamento del bianco, l'esposizione, la temperatura colore e compagnia bella erano ancora arabo. In fondo che me ne importava? Avevo finalmente la mia reflex e un'idea in testa. 
Cominciai a girare delle scene così, a caso, senza curarmi di dove andavo a finire. Ovviamente dopo un pò di riprese cominciai a pensare "ma adesso che faccio?". E qui, signori miei, si finì davanti alla scrivania a buttare giù fiumi di parole su un vecchio quadernino sgangherato: nel giro di qualche giorno terminai la sceneggiatura e feci un primo premontaggio. 
Ma come qualsiasi cortometraggio che si rispetti mi serviva della musica, e non quelle musichette che si scaricano da internet, nè tantomeno qualche canzone protetta da diritti d'autore. Da musicista dilettante quale sono io non potevo certo affidarmi a quelle quattro canzonette che strimpello, prima di tutto perchè in tutta la mia vita musicale avrò scritto sì e no due canzoni. Decisamente non ero all'altezza di tale compito, quindi chiesi l'aiuto di un mio amico, un bravissimo musicista di nome Manuel. Dopo la visione del premontaggio, Manuel decide di darmi una mano (nel vero senso della parola) nella composizione delle musiche e nella sceneggiatura. Abbiamo passato tante giornate a casa sua a strimpellare la chitarra e la tastiera, a registrare le voci, ad impostare la recitazione delle voci fuori campo. 

Il risultato è quello che vedete. 
A pensarci ora, più di un anno dopo la realizzazione di questo cortometraggio, mi rendo conto che potevo fare meglio, potevo girare immagini migliori, potevo fare più prove di color correction. Potevo...ma con i "ma" e con i "se" non si conclude mai nulla. Volevo provare, non ho fallito, ma posso fare di più. Grazie a questo film ho potuto conoscere meglio me stessa e ciò che voglio fare, anche se vivo in un mondo che da poche possibilità. Ho imparato molto su come si recita con la sola voce, ho imparato quanto può essere potente ogni singola nota musicale, se accompagnata dalla giusta immagine, ho imparato che affidarsi ad altre persone non è sempre un male. 
Ho imparato a camminare un pò meglio...