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lunedì 27 ottobre 2014

Third Star

Rieccomi qua, dopo uno stupendo viaggio in Irlanda (a breve ve lo racconterò) e con già i bagagli pronti per una nuova avventura. 
Da diverso tempo non mi cimento in una nuova recensione, è giunto il momento di ricominciare. Quale occasione migliore se non un film che in Italia non è mai arrivato (per ulteriori informazioni leggete i Consigli per gli acquisti in fondo al post), neanche in televisione (che straaaaaaaano!). Sto parlando di Third Star, film del 2010 diretto da Hattie Dalton con protagonista (udite udite) Benedict Cumberbatch, prodotto dalla BBC films. Prima di cominciare con la storia vi do un piccolo avvertimento: se siete persone con le lacrime sempre in tasca, evitate accuratamente la visione di questo film, in quanto densissimo di emozioni che fanno scoppiare in lacrime persino coloro che possiedono un cuore di pietra. La sottoscritta è (quasi) scoppiata in lacrime, cosa che non succedeva dalla notte dei tempi (probabilmente da almeno quindici anni). Detto ciò, se appartenete alla categoria dei cosiddetti "piagnoni", abbandonate subito la lettura di questo post.

James (Cumberbatch) ha 29 anni ed è malato di cancro allo stadio terminale (di quale tipo di cancro si tratti non si capisce bene, eccetto per una battuta ad inizio film in cui si parla di rabdomiosarcoma, un tipo di cancro maligno che colpisce gli arti), sa perfettamente che non arriverà a compiere 30 anni, la sua malattia lo ucciderà prima. Il giorno del suo ventinovesimo compleanno i suoi migliori amici Miles (JJ Feild), Bill (Adam Robertson) e Davy (Tom Burke) acconsentono a portarlo in uno dei suoi posti preferiti, Barafundle Bay (non è un posto inventato, credo si trovi in Galles, dove il film è stato girato). Tra risse al pub, fuochi d'artificio, arrampicate e discese con un carretto, questo film è il ritratto di un uomo che si riconcilia con se stesso e dei suoi amici che invece saranno costretti a vivere il dolore della sua (futura) perdita. 

Non mi dilungo oltre nel raccontare la trama perchè rischierei di rivelare troppi particolari. In effetti leggere il solo plot di questo film non invoglia molto alla visione. Per certi versi potrebbe quasi essere una storia scontata, cosa che in effetti è: non ci sono queste grandi novità a livello di storia. Parliamoci a cuore aperto: il classico cliché del malato di cancro è una cosa vista e rivista in millemila modi in altrettanti millemila film/serie/whatever. E' quello che c'è sotto la storia che colpisce di più, perché non è mai facile far trasparire un emozione complicata come il dolore a livello diegetico, soprattutto se si dispone di una storia che potrebbe risultare "un pò poverella". Tanti scrittori/poeti/registi/attori/ecc ci hanno provato, pochi ci sono riusciti, e questo è uno di quei casi. Le emozioni che suscita Third Star, per quanto semplice sia la sua trama, sono assolutamente forti e molto, molto complicate. Pur non avendo avuto (fortunatamente) esperienze di perdite di amici o parenti per colpa del cancro, mentre guardavo questo film, ho percepito un dolore quasi tangibile, sia da parte del protagonista, ragazzo ormai alla deriva che si imbottisce di morfina per sopportare un male sia fisico che psicologico, che da parte degli amici, uno più incasinato dell'altro, e costretti a dover sopportare non solo la futura perdita del loro migliore amico, ma anche le sue frecciate sprezzanti. Ci sono alcune sequenze che sono letteralmente allucinanti, facilmente riconducibili alla sindrome "strappatemi il cuore, datelo in pasto ai cani, perché io non lo voglio più". E solo un film di grande Qualità è in grado di suscitare emozioni così forti in uno spettatore, esperto o meno: la fotografia, la musica, l'ambientazione, quella sensazione di libertà che si prova vedendo vagare i protagonisti in una natura sconfinata ed incontaminata, ma al tempo stesso una forte consapevolezza che quel pesante macigno chiamato "morte" sta per bussare alla porta, percezione che solo un cast di magistrali Attori è in grado di far trasparire, a cominciare da quel mostro di bravura di Benedict Cumberbatch. L'ho scoperto di recente (e non solo per via di Sherlock) e mi stupisce in ogni ruolo che interpreta, dal più piccolo al protagonista (tenetelo d'occhio gente, questo ragazzo ci stupirà con effetti speciali, lo sta già facendo). 
In conclusione, Third Star è un film che va assolutamente visto, ma solo se siete emotivamente pronti a reggere una mazzata sullo stomaco. Solo per darvi un'idea di che aria si respira mentre si guarda questa piccola chicca, ascoltate la canzone dei titoli di coda.
Buona visione!





Consigli per gli acquisti: Third Star non esiste doppiato in italiano. Se avete una certa dimestichezza con internet e con l'inglese, potete comprarlo su Amazon oppure "trovarlo" presso altre fonti (non vi darò link di nessun tipo, non chiedeteli) e scaricare i sottotitoli in italiano sul sito di Italian Subs Addicted (benedetti ragazzi!).

giovedì 2 ottobre 2014

Vita da Ciak

Quest'oggi mi permetto una lieve variazione sul tema. Oggi niente recensioni, niente ironia spicciola...solo una piccola storia: il cinema visto dagli occhi di una dodicenne. 


Era l'ormai lontana estate del 2000 (ormai mi devo rassegnare...ho effettivamente quasi trent'anni), probabilmente fine luglio, l'allora dodicenne Charlie era a casa dei nonni. Il campo estivo era finito (o non era mai iniziato...i ricordi a tal proposito sono alquanto vaghi), entrambi i genitori lavoravano, il patema di lasciare a casa l'unica figliola li attanagliava troppo. In altre parole, la Piccola Charlie (detta anche PC) doveva trascorrere le sue giornate in compagnia dei suoi nonni. In fondo non le dispiaceva affatto: essendo l'unica nipote di tutta la famiglia, veniva viziata e coccolata e tutti sappiamo che, da che mondo è mondo, i nonni coccolano e viziano i loro adorati nipotini mooooooolto più dei genitori. Naturalmente la PC non era un eccezione: la nonna la rimpinzava di biscottini, il nonno le comprava tanti giochini e nonostante avesse quasi ottant'anni, ancora si prestava a giocare a calcio nel parco e ad insegnare alla sua nipotina ad andare sui pattini. La Charlie del presente non può che ricordare con un filo di nostalgia quella fantastica estate, l'estate in cui suo nonno, dopo mille tentativi di insegnarle ad andare sui pattini a rotelle, le comprò un paio di rollerblade fiammanti (di marca...non cinesate), ma soprattutto l'estate in cui la Piccola Charlie scoprì l'universo del cinema, acquistando la sua prima rivista di cinema. La PC ovviamente non era totalmente estranea al mondo del cinema: colossi come Chaplin e Kubrick erano già stati scoperti da diverso tempo, che poi non comprendesse appieno il significato dei film di zio Stanley è un'altra storia, ma credeva che il cinema fosse una sorta di entità a sé, che si manifestava ogni volta che metteva su un VHS e premeva play. La consapevolezza che intorno al cinema ruotava un intero mondo era qualcosa che doveva ancora scoprire. E qui inizia la nostra storia senza tempo.



Quel giorno faceva un caldo allucinante, come nella migliore tradizione della "perfetta e torrida estate bolognese". Dopo essersi fatta un overdose di Bim Bum Bam (che allora esisteva ancora), con contorno di latte al cioccolato con biscottini nonniferi, la nonna decise di uscire a fare una passeggiata, forse consapevole del fatto che gli occhi della sua nipotina stavano diventando quadrati come la televisione che stava guardando da ore. Dopo aver staccato la Piccola Charlie dalla sua scatola luminosa preferita, nonna e nipote uscirono, immergendosi nei tropici bolognesi di luglio. Una volta attraversata la strada la nonna entrò dal fornaio e la PC le chiese se poteva fermarsi in edicola a guardare i giornalini, sfoderando una delle sue espressioni strappalacrime, con gli occhioni a gatto di Shrek. La nonna (tenerona) acconsentì e l'intrepida Charlie entrò trionfante in edicola: non doveva comprare nulla, non comprava quasi mai nulla, ma le piaceva guardare. Quella volta non si limitò a guardare soltanto. Quella volta una rivista catturò la sua attenzione, forse perchè era ad altezza degli occhi della piccoletta, che allora non arrivava al metro e 50. La PC si avvicinò per guardare meglio. 

Entriamo nella testa della notra eroina e vediamo cosa stava pensando, quel pomeriggio di luglio del 2000.

Cos'è questa rivista?? 
C-I-A-K...come i ciak che usano al cinema?
Aspetta un secondo...ma in copertina c'è quello che ha fatto quel film del gladiatore. Come si chiama...aspetta...Russel Crowe!
La voglioooooooo!!! Adesso chiedo alla nonna se me la prende.

Torniamo ai fatti e lasciamo per un secondo la Piccola Charlie ai suoi pensieri di dodicenne. Proprio in quel momento la nonna uscì dal fornaio, raggiungendo la sua nipotina in edicola.
«Andiamo mo dai*, che fra poco arriva papà a prenderti»
«NOOOOONNAAAA!!! Me lo compri???? TiPregoTiPregoTiPregoTiPregoTiPregoTiPregoTiPregoTiPregoTiPregoTiPregoTiPregoTiPrego» e di nuovo sfoderò la sua tipica faccia coccolosa e pucciosa da gattino di Shrek. Alla fine la nonna (tenerona 2) cedette e comprò Ciak alla sua scalpitante nipotina.
«E va bene, BORSA!*»
In quel momento la Piccola Charlie gongolava poderosamente. Era talmente ansiosa di leggere la rivista che iniziò a farlo per strada, ma fu fermata immediatamente dalla nonna, che gliela sequestrò perché "Non si legge quando si cammina". Ma la PC non disperò, ben consapevole del fatto che mancavano solo pochi metri e sarebbe arrivata a destinazione, dove finalmente avrebbe potuto cominciare a leggere. Una volta arrivate, la nonna decise che era l'ora di fare il the e la Piccola Charlie si lanciò sul divano senza accendere la televisione (evento raro quanto la neve verde) e finalmente cominciò a leggere estasiata. Pagina dopo pagina scopriva l'esistenza dei set, dove attori e staff "giravano" i film. Le anticipazioni dei nuovi film in uscita e le interviste agli attori, gli speciali sui film introvabili e sulle nuove uscite in home video, le recensioni...quante informazioni in un solo pomeriggio. 
Ora torniamo a sbirciare nella testa della nostra paladina del cinema.

Ooooh ma questo è bellissimo! Ma veramente gli attori ridono e scherzano quando fanno i film? E devono girare le scene...ma quanto sono grandi quelle telecamere!!
Multiplex, film fai-da-te...cos'è questa roba?? Non lo so ma mi piace da matti.
Aspetta, cos'è questo paginone chiuso? Ci sono delle pagine dentro.
C-E-N-S-U-R-A. Non aprire questo inserto...vietato ai minori di 18 anni. 
(A 12 anni leggere una scritta del genere equivale a dire "Piatto ricco di schifezze...buttati!")
Non ho le forbici...va beh, lo apro con le mani.
Prima pagina...
(occhi a palla) 
donne che si baciano, uomini nudi, piselli di fuori...
MA CHE COSA HO COMPRATO?????
Ah ma non è una rivista porno...aspetta ci sono altre cose, non solo donne nude...intervista a Russel Crowe, Mission Impossible 2, Kubrick.
Ma è tutto così figo!

Nonostante lo shock iniziale provocato dall'inserto sulla censura, la Piccola Charlie si divorò letteralmente il suo primo numero di Ciak. Evitò accuratamente di mostrare la rivista ai nonni ed ai genitori e la tenne nascosta come una reliquia, leggendola più e più volte fino quasi a consumarla. 



Da quel fatidico luglio del 2000 sono passati quattordici anni. La Piccola Charlie non è più piccola, ora ha quasi ventisette anni e sta lottando con le unghie e con i denti per diventare regista. Quel numero di Ciak che comprò a dodici anni è ancora nella sua camera, insieme a più di 150 fratellini. Ed è anche grazie a quelle riviste dinoccolate, lisce e con la schiena bianca che la Charlie del presente apprezza il cinema sempre di più, ogni giorno che passa.





Glossario:
*Da leggere con forte accento bolognese
*Borsa: in gergo bolognese indica una persona particolarmente insistente, come ad esempio un bambino. Mia nonna mi chiamava sempre così.