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venerdì 19 settembre 2014

Proiezione del film "Tellurica - Racconti dal cratere"

E' con grande piacere che annuncio questo evento, nel quale verrà presentato "Tellurica - Racconti dal cratere", un film in dieci episodi che racconta del sisma che ha scosso l'Emilia-Romagna nell'estate 2012. Ho collaborato alla produzione di questo film realizzando i sottotitoli in inglese. La proiezione sottotitolata in inglese si terrà mercoledì 24 settembre alle ore 21 presso la Sala Estense di Piazza Municipale a Ferrara. Spero possiate fare un salto, non tanto per appurare le mie competenze linguistiche (hehehehe), quanto per gustarvi la visione di questo bellissimo film. 
Copio ulteriori informazioni che potete trovare più dettagliatamente sul sito ufficiale del film, Sisma Emilia:



Per la prima volta a Ferrara il film “Tellurica – Racconti dal cratere”, per ricordare i terremoti che colpirono l’Emilia nel 2012 attraverso dieci storie diverse, ma anche per favorire il confronto.

La serata sarà introdotta dal vice Sindaco Massimo Maisto e da uno dei responsabili del CRUTA.Sarà proiettata la versione inedita del film con sottotitoli in inglese. Al termine della proiezione il giornalista RAI Nelson Bova condurrà il dibattito con il coinvolgimento dei presenti in sala e alcuni rappresentanti del progetto Sisma Emilia.

Il dibattito sarà dedicato ad approfondire:
Case history ‘Sisma Emilia’: com’è nato e si è sviluppato il progetto, coordinamento e organizzazione del Collettivo e dei gruppi di lavoro sui set; specifiche sull’autoproduzione applicata; costruzione delle reti di contatti nelle varie fasi del work in progress durato due anni; gestione collettiva del film come prodotto finito, fasi finali e distribuzione.
Aspetti sociali ed emotivi negli storytelling del film: ragioni e tipologie dei punti di vista nelle storie a sollecitare emotività e immedesimazioni differenti; le intenzioni degli autori nel proporre angolazioni su sismi diversi, il peso dello storytelling come veicolo immaginativo, evocativo e rappresentativo di condizioni e realtà in presenza della calamità naturale del terremoto.

INGRESSO GRATUITO.

||| Saranno disponibili in anteprima i DVD del film e il ricavato sarà destinato a progetti per la ricostruzione. |||



Vi aspetto!!

martedì 9 settembre 2014

The Wind Rises - Si alza il vento

Visto che tra pochi giorni uscirà (finalmente) in Italia, ne approfitto per recensire, nonostante abbia avuto la fortuna di poter vedere questo film ormai 5 mesi fa. Sì lo so, sono terribilmente in ritardo, ma sapete che ho avuto tante cose da fare. Cominciamo senza troppi preamboli.


Credevo sarebbe stato più difficile imbucarmi per riuscire a vedere almeno di straforo questo film. La verità è che sono riuscita ad entrare e mi sono comodamente seduta su una poltroncina del cinema, senza sforzo alcuno. Io che mi ero già fatta mille e più viaggi mentali tipo "per superare le maschere ricorrerò alle segretissime arti ninja" oppure "mi nascondo dentro il cinema a partire dal mattino" eccetera...alla fine ho avuto una cosiddetta "botta di c**o" (YAY). Come molti di voi sanno io sono sempre stata una fan iper sfegatata del maestro Hayao Miyazaki, o come lo chiamo io, lo zio Hayao, quindi mi è sembrato più che naturale voler andare a vedere il suo ultimo lavoro, anche ben consapevole del fatto che questo film "potrebbe" essere il suo ultimo. Decisissima più che mai, ed anche un pò sull'alterato andante per via di un certo articolo apparso su sito italiano di Studio Ghibli (se non sapete cos'è googlatelo...io non lo dico) il primo aprile, che si è rivelato l'ennesimo pesce d'aprile (maledetti!), sono partita in tromba al mattino, senza aver fatto ne colazione ne pranzo...a secco completamente! Ma questi sono dettagli insignificanti.


Passiamo al film: la trama racconta la vita (vera) di Jirō Horikoshi, ovvero l'ingegnere aeronautico che ha progettato i famigerati Mitsubishi A6M Zero, e della sua struggente storia d'amore con Naoko Satomi. Ovviamente non posso raccontare più di questo, vorrei evitare di rivelare fatti salienti.
Sono rimasta alquanto destabilizzata psicologicamente dopo la visione di questo film. Ancora non ho capito se mi è piaciuto o no. Da grande amante di zio Hayao posso dire che questo è un film nettamente diverso dai suoi canoni standard. Prima di tutto: non c'è magia. Niente. Nada. Nothing. Gli unici momenti "vagamente riconducibili alla magia" sono quando Jiro sogna, ed incontra il famoso pioniere dell'areonautica Giovanni Battista Caproni (Italia FTW!). Ma del resto, il film si svolge senza l'arrivo di maghi o streghe delle lande eccetera.
Ovviamente, come tutti i film di zio Hayao, lo spettacolo visivo è senza pari, con i magnifici panorami (disegnati a manaccia) che hanno contraddistinto film come Il castello errante di Howl o La principessa Mononoke, così come l'indimenticabile musica composta da quel genio di Joe Hisaishi (che sta a zio Hayao come Danny Elfman sta a Tim Burton, per intenderci). Ma le sensazioni che da questo film sono diverse da quelle che film come Kiki o Totoro suscitano, come ad esempio lo stupore di vedere un enorme animale grigio e peloso, che dorme profondamente mentre una bambina gli fa il solletico sul naso. The wind rises è un film che suscita una tristezza infinita, ed è chiaro come il sole che Hayao Miyazaki ha voluto dare l'addio definitivo al cinema, portando alla luce lati della sua arte che ancora erano sconosciuti al pubblico. Mentre le immagini scorrono e noi spettatori vediamo Jiro crescere, il solo pensiero che potrebbe venirci in mente è: "L'infanzia è finita...siamo cresciuti". Questo sentore di tristezza aleggia per tutta la durata del film ed ogni dettaglio è curato in maniera tale che lo spettatore provi davvero nostalgia e tristezza nei confronti di Jiro (e Naoko). Ma in realtà lo spettatore non soffre per Jiro, ma per Miyazaki stesso. Jiro E' Miyazaki. Quel Miyazaki che ci ha fatto sognare di volare sul castello di Howl, che ci ha fatto innamorare della pesciolina Ponyo e dello spirito della foresta Totoro. Con i film di Miyazaki gli adulti sono tornati bambini e i bambini hanno imparato cosa vuol dire essere coraggiosi e rispettare la natura. Ma in questo film le illusioni non ci sono più...tutto quello che resta è la consapevolezza che il bambino dentro di noi è cresciuto e deve continuare a camminare avanti, seguendo la propria strada.



Io credo che sia questo il messaggio che lo zio Hayao ha voluto lasciare al mondo. Dobbiamo ricordarci di essere stati bambini e ricordarci di guardare il mondo senza pregiudizi, ma dobbiamo anche renderci conto di essere adulti in un mondo dove non c'è più spazio per le illusioni. Ma con un pizzico di immaginazione, infarcita con una buona dose di ricordi infantili, forse potremmo essere persone migliori.

E come Jiro che volta le spalle al pubblico e cammina nel prato della sua mente verso una meta sconosciuta, anche lo zio Hayao si incammina e va per la sua strada.