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sabato 19 gennaio 2013

FINITELA UNA VOLTA PER TUTTE!



Non commento, ma ha ragione da vendere. Ribelliamoci! Diffondete questo video!

venerdì 18 gennaio 2013

Intruders On My Table: story of a film

Ecco qua, per il piacere dei vostri occhi, il mio primissimo cortometraggio in stop-motion (per chi non sapesse che tipo di tecnica è, vada qui). Come qualsiasi regista che si rispetti vi racconterò come è nato questo film. 
Tornata a casa per le vacanze di natale, la voglia di studiare per gli esami era pari a zero (e infatti mi sono ridotta all'ultimo minuto...come sempre). Il mio canale di YouTube non vedeva la luce di un nuovo video da mesi, forse anche un anno. La mia videocamera era piena di polvere, così anche la fotocamera. Un pomeriggio, mentre mia madre preparava il tiramisù, per evitare di starle addosso come uno stalker nella speranza di poter "piluccare" qualcosa, mi sono chiusa in camera mia. Comodamente seduta sul letto mi sono messa ad osservare i vari oggetti nella mia stanza, erano 4 mesi che non li vedevo, mi erano mancati molto. Poi la mia attenzione si è soffermata sul cavalletto della videocamera. Il mio cervello non ci ha messo molto a fare il collegamento. Ho imbracciato il cavalletto, montato la fotocamera e iniziato a girare. Certo, come qualsiasi film che si rispetti avrei avuto bisogno di una sceneggiatura, o al massimo un'idea. L'idea c'era, che poi si sia trasformata in una cosa diversa è un'altra storia. Inizialmente sono partita a girare con le due palline che vedrete all'inizio. La mia idea era di muoverle in maniera da creare una scenetta, ma dopo un paio di movimenti mi sono resa conto che non sarei riuscita a creare una scenetta con solo due oggetti. Al che ho cominciato a guardarmi intorno. Quando mi prende il flusso creativo non mi ferma nessuno...nel giro di pochi minuti ho trovato la soluzione al problema: usare i miei giocattoli! Una volta partorita l'idea dei giocattoli ho strutturato la scena in questo modo: i giocattoli sono gli intrusi che passeggiano liberamente sul mio tavolo, quando io non ci sono. Una sorta di Toy Story senza dialoghi, e molto più primordiale. Dopo qualche ciak ottenni ciò che volevo. Il resto, beh, non lo racconto nemmeno, perchè la parte del montaggio è sempre una barba. Noterete che i mezzi che ho usato sono "un pò poverelli": avevo solo la fotocamera a disposizione. La mia videocamera è vecchia e non la potevo usare. Noterete anche che il tipo di stop-motion che ho voluto usare non è così veloce come i soliti film in stop-motion. Ho deciso di farlo un pò più lento, anche per dare l'idea di oggetto fermo ad aspettare.
Non ho pensato al significato di questo cortometraggio fino a che non l'ho finito: nonostante abbia quasi 25 anni voglio ancora sentirmi bambina e giocare con i miei giocattoli, che ancora invadono la mia stanza. E vorrei anche che chi vedesse questo film si ricordasse di quando era bambino e la magnifica sensazione che si provava quando ci si metteva accovacciati sul pavimento a giocare. 
Svelato il segreto! Spero che vi piaccia!

martedì 15 gennaio 2013

Doc_Charlie is going social!

Ebbene sì...il blog è approdato su Facebook! Chiariamoci: io su Facebook ci sto da un pezzo, ma non l'ho mai ritenuto una parte integrante della mia vita informatica. Certo, scrivo messaggi, condivido foto, metto link eccetera, ma alla fine non faccio altro. Più che altro è per tenermi in contatto con amici che non riesco a vedere spesso. Per scrivere cavolate uso Twitter, quella sì che è una droga per me, ma non è di Twitter che voglio parlare. Beh, visto che negare l'importanza di Facebook è stupido, chi sono io per non sfruttare il social network più popolare del mondo? E infatti ecco qua la pagina ufficiale di 20th Century Charlie - It's only a Teenage Wasteland! La potete trovare QUI. Se siete iscritti a Facebook (sospetto di sì) potete mettere "Mi piace". Oltre ai link ai miei post su questo blog troverete anche una selezione accurata delle mie Pirlate di saggezza su Twitter e chissà cos'altro (ci sto pensando). Visto che al momento il numero di follower di questo blog è...bassino, vediamo cosa si può fare su Facebook. Aiutate questo povero blog a crescere! Forse tra un pò comincerà anche a mettere i dentini! 

The Impossible

La prima volta che sentii parlare di questo film fu leggendo una rivista e già mi aveva incuriosita, e non poco. Non sembra, ma da quella cinefila che sono apprezzo anche i film catastrofici, più che altro perchè mi interessano gli effetti speciali. Però avevo come la sensazione che questo film fosse diverso dagli altri. "The Impossible" è una produzione spagnola, quindi in Spagna è uscito prima che negli altri paesi. E chi sono io per perdermelo, visto che "per caso" mi trovo proprio in Spagna? Parliamoci chiaro...piatto ricco mi ci ficco! Fatta questa piccola premessa partiamo con la recensione.


"The Impossible" è un film sul terribile tsunami che colpì il sud-est asiatico il 26 dicembre del 2004. Ovviamente non devo spiegare niente...immagino che tutti ce lo ricordiamo. Quelle immagini terrificanti che abbiamo visto in televisione, mentre eravamo occupati a scartare i nostri regali di natale o a finire il cenone con la nostra famiglia.
Tratto da una storia vera di una famiglia spagnola sopravvissuta che si trovava in Thailandia per le vacanze di natale. In questo film anzichè essere spagnoli, i protagonisti sono inglesi (?), per ovviare il fatto che gli attori sono internazionali (Ewan McGregor, Naomi Watts ecc). Quando arriva il terribile tsunami la famiglia viene divisa: il padre rimane con i due figli più piccoli mentre la madre resta con il figlio maggiore. Ed è su loro due che il film è più incentrato. La cosa più sorprendente di questo film non è solo la scena dello tsunami (mamma mia ma quanto sembrava vero!!), con Naomi Watts trascinata dalla corrente per tipo 10 minuti (10 minuti di mal di stomaco...lo assicuro!) quanto quello che viene dopo. La povera mamma che a stento si regge in piedi e il bimbo che si ritrova proiettato in una terribile realtà tutto d'un tratto, cercando di fare quello che può per proteggere sua madre. Memorabile la scena dove il ragazzino aiuta sua madre a salire sull'albero. E dopo? altro mal di stomaco: le scene in ospedale, dove la finzione filmica va a farsi benedire. Sono talmente vere che bisogna quasi coprirsi gli occhi, sconvolti da tanta "fisicità". Non sono una che si impressiona spesso davanti a certe scene, per me il sangue può scorrere a fiotti, tanto non mi impressiono. Ma qui giuro di essermi coperta gli occhi almeno due volte (e qui casca il baluardo della Charlie-indifferente-agli-squartamenti-barra-scene-pesanti). Il dolore delle persone è talmente tangibile che ti sembra quasi di poterlo afferrare tra le dita. Altra scena memorabile da mal di stomaco è la telefonata del padre ai suoi parenti, dove lui scoppia in lacrime (scommetto quello che volete che che quelle erano tutt'altro che lacrime finte!)...un magistrale Ewan McGregor, che si sarebbe meritato un oscar solo per quella scena (vai te a capire perchè manco ha ricevuto una nomination...). Naomi Watts immensa (almeno lei la nomination l'ha avuta!), che riesce a rendere il dolore interiore ed esteriore di una madre tangibile. Bravissimo anche Tom Holland (che interpreta il figlio maggiore)...quel ragazzo farà strada! Magistrale regia, ottimi (anzi superbi) effetti speciali, ottima trama senza punti oscuri. Quello che sconvolge è che è successo davvero (magari senza fronzoli). Se avete lo stomaco delicato, non è il film per voi. Ma se avete il fegato di reggere due ore di budella sottosopra è il vostro film. Quando sono uscita dal cinema ho avuto lo stomaco attorcigliato per almeno due ore...micidiale!

venerdì 11 gennaio 2013

Say NO! to Freelance Slavery Labor