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lunedì 14 ottobre 2013

Hector The Hero



Una collaborazione con il mio amico Pietro Malaguti, maestro di cornamusa scozzese. In questo video volevamo celebrare la Scozia mostrando la sua bellezza. Pietro ha registrato la musica, io ho fatto il video. 
Se vi piace condividetelo!

Doc

lunedì 23 settembre 2013

Spegni la tv...mettiti a ballare!



Menzione speciale della giuria al festival "Per non morire di televisione" di Ravenna Cinema, nel concorso "Il mio antidoto per non mirire di televisione". Se vi piace condividete!

venerdì 20 settembre 2013

Dopo più di un mese...

finalmente trovo il tempo per scrivere. Non sono ne morta ne in stato comatoso. Si da il caso che sia alquanto iperattiva negli ultimi giorni. Dopo un agosto fiacco e a tratti palloso e incazzato, con l'arrivo di settembre mi sono ritrovata a sognare mille cose, molte delle quali si sono realizzate. 
Primo fra tutti: l'arrivo di Camilla, la mia nuova macchina fotografica. Lo so che è stupido dare nomi alle cose, ma è più forte di me! E' un abitudine che mi trascino da quando ero alta un metro...ho perfino dato un nome alle mie due chitarre! Però stranamente non ho ancora dato un nome al mio pesce rosso, nonostante sia arrivato alla veneranda età di NOVE anni (e non sto scherzando!). Ora che è arrivata Camilla non devo più andare a prestito dai miei amici, non mi devo svenare per trovare una spina per caricare la batteria (nel caso non ci foste arrivati: la mia ex videocamera non reggeva più la carica) e posso controllare manualmente il focus...un sogno!! Infatti sto già preparando un nuovo cortometraggio. Sto sudando come una matta per realizzarlo, ma ce la sto mettendo tutta.
Un'altra lieta novità è il mio ritorno in radio. Fortunatamente (per me) non tornerò a litigare con la dj console di spreaker, con il suo sistema singhiozzante che prima funziona e cinque secondi dopo si impalla (spreaker se stai leggendo: ti odio profondamente!). Ora ho fatto il salto di qualità...CIAK SI PARLA: ho un mio programma, che gestisco io, che registro io, non dipendo da pubblicità, non ho a disposizione 30 miseri minuti ma un'ora intera, le puntate me le faccio io, ma soprattutto...è una radio seria e professionale. Il debutto è fissato per il mese prossimo e ho già in mente tante cose di cui parlare e tanti ospiti da invitare. 
Poi in sottofondo ci sono altre tremila progetti: tesi, ricerca lavoro, lavoretti saltuari, uscite, iniziative, eventi. 
In poche parole: vado come un treno ad alta velocità.
Forse sono ad un punto di svolta? Chi può dirlo...io non ne ho la più pallida idea. So solo che nonostante le incazzature sporadiche, i momenti di sfinimento e di depressione, mi sto divertendo come una pazza! Anche se sto mettendo su qualche chiletto (e infatti oggi ho cominciato la dieta HELP!!)...ma chissenefrega!

STAY TUNED! Vi aggiornerò presto!

venerdì 2 agosto 2013

Bologna non dimentica

Bologna, 2 agosto 1980. Bologna non dimentica, Bologna ha la memoria lunga, Bologna vuole risposte, risposte che non ci danno! 



Antonella Ceci, anni 19

Angela Marino, anni 23

Leo Luca Marino, anni 24

Domenica Marino, anni 26

Errica Frigerio in Diomede Fresa, anni 57

Vito Diomede Fresa, anni 62

Cesare Francesco Diomede Fresa, anni 14

Anna Maria Bosio in Mauri, anni 28

Carlo Mauri, anni 32

Luca Mauri, anni 6

Eckhardt Mader, anni 14

Margret Rohrs in Mader, anni 39

Kai Mader, anni 8

Sonia Burri, anni 7

Patrizia Messineo, anni 18

Silvana Serravalli in Barbera, anni 34

Manuela Gallon, anni 11

Natalia Agostini in Gallon, anni 40

Marina Antonella Trolese, anni 16

Anna Maria Salvagnini in Trolese, anni 51

Roberto De Marchi, anni 21

Elisabetta Manea ved. De Marchi, anni 60

Eleonora Geraci in Vaccaro, anni 46

Vittorio Vaccaro, anni 24

Velia Carli in Lauro, anni 50

Salvatore Lauro, anni 57

Paolo Zecchi, anni 23

Viviana Bugamelli in Zecchi, anni 23

Catherine Helen Mitchell, anni 22

John Andrew Kolpinski, anni 22

Angela Fresu, anni 3

Maria Fresu, anni 24

Loredana Molina in Sacrati, anni 44

Angelica Tarsi, anni 72

Katia Bertasi, anni 34

Mirella Fornasari, anni 36

Euridia Bergianti, anni 49

Nilla Natali, anni 25

Franca Dall'olio, anni 20

Rita Verde, anni 23

Flavia Casadei, anni 18

Giuseppe Patruno, anni 18

Rossella Marceddu, anni 19

Davide Caprioli, anni 20

Vito Ales, anni 20

Iwao Sekiguchi, anni 20

Brigitte Drouhard, anni 21

Roberto Procelli, anni 21

Mauro Alganon, anni 22

Maria Angela Marangon, anni 22

Verdiana Bivona, anni 22

Francesco Gomez Martinez, anni 23

Mauro Di Vittorio, anni 24

Sergio Secci, anni 24

Roberto Gaiola, anni 25

Angelo Priore, anni 26

Onofrio Zappalà, anni 27

Pio Carmine Remollino, anni 31

Gaetano Roda, anni 31

Antonino Di Paola, anni 32

Mirco Castellaro, anni 33

Nazzareno Basso, anni 33

Vincenzo Petteni, anni 34

Salvatore Seminara, anni 34

Carla Gozzi, anni 36

Umberto Lugli, anni 38

Fausto Venturi, anni 38

Argeo Bonora, anni 42

Francesco Betti, anni 44

Mario Sica, anni 44

Pier Francesco Laurenti, anni 44

Paolino Bianchi, anni 50

Vincenzina Sala in Zanetti, anni 50

Berta Ebner, anni 50

Vincenzo Lanconelli, anni 51

Lina Ferretti in Mannocci, anni 53

Romeo Ruozi, anni 54

Amorveno Marzagalli, anni 54

Antonio Francesco Lascala, anni 56

Rosina Barbaro in Montani, anni 58

Irene Breton in Boudouban, anni 61

Pietro Galassi, anni 66

Lidia Olla in Cardillo, anni 67

Maria Idria Avati, anni 80

Antonio Montanari, anni 86


RIPOSATE IN PACE!


giovedì 25 luglio 2013

Biografilm Quotes #2

Segue elenco di frasi strambe, situazioni paradossali, deliri...vabbè avete capito, avvenuti durante l'ultimo Biografilm Festival.



"Ragazzi, ve lo devo proprio dire: noi spacchiamo i culi ai passeri!"

"Maledetti tirapacchi!" *Charlie delirante*

L'assalto agli hamburger l'ultimo giorno di festival, di fronte a tutti gli ospiti

"E' una bomba!"

"Or not?"

"Il biopacco" *oh ragazzi ma me le servite su un piatto d'argento!*

Le mitiche citazioni di Leibniz

"I wonder how many times you had sex..."

"Ma è nato qualche amore durante la Bioschool?", "Si amano un pò tutti" *per la serie: mega orgia*

I ragazzi della Bioschool, che si vogliono taaaaaanto bene

La SugarMania

"Siamo una grande famiglia...siamo una Bio Family!"

"Ragazzi vi lovvo tanto" *siamo tutti bimbiminkia in fondo*

"Mettiti all'ombra quando scrivi sul blog!", "E perchè?", "Perchè sennò fa un post al sole!"

"Sapete qual'è il santo protettore della Bio Family? Padre BIO!"

"Io credo in Bio, aiutati che Bio ti aiuta, non avrai altro Bio all'infuori di me, non nominare il nome di Bio invano eccetera eccetera" *è un mantra talmente lungo che ci vorrebbero 10 post*

"Porco Bio!" *per la serie: bestemmia felice*

La mania dei cappelli alla Sixto Rodriguez

Ascoltare le canzoni di Sixto Rodriguez ogni santo giorno a tutte le sante ore, tornare a casa e ascoltarlo di nuovo

"E' un invasione!"

Ed Lachman che impara a dire "Non rompermi le palle!"

"Follow the money" *prima corrente di pensiero*

"Seguite la poesia" *seconda corrente di pensiero*

"Mi sto disintossicando da Bio"



TO BE CONTINUED...

sabato 25 maggio 2013

Biografilm Quotes #1

Qui raccoglierò tutte le frasi strambe che mi capiterà di sentire (e di dire) durante questo periodo di lavoro al Biografilm Festival. Queste sono le frasi, e le situazioni da delirio, raccolte nelle prime tre settimane. Let's start!

"Perderai dieci chili durante il festival" *I colleghi mi minacciano*

"Prima o poi ti cadrà addosso quel macigno chiamato Biografilm" *I colleghi mi minacciano parte 2*

"Il camionista è tuo fratello" *Consigli del capo*

"Chiama i comuni!", "Ma sono le sette di sera!" 

"Eri Ondata-Bio"

"Ma come fai a scaricare?", "Prima di tutti accendi il pc"

*La Charlie si affaccia alla porta dell'ufficio accanto* "Qualcuno vuole un caffè?" *Ondata famelica caffeinomane travolge la Charlie*

La trottola coi baffi e il beyblade

*La collega al telefono* "Buona giornata!" *BOOM! Cade il telefono* "Secondo te l'avrà sentito?"

"CultIrali" (Per la serie "Io speriamo che me la cavo")

"Domani è il 23?" *Nessuno risponde, controlla sul calendario*

"Charlie mi stai distraendo...non è vero" *Sguardo attonito*

"Non ci facci caso"

Telefonata su Skype con il papà della collega

"Altamura", "Notissima città in provincia di Bologna" *Aspiranti bioschoolari che si spacciano per bolognesi*

"Ma io non c'entro", "Tanto è sempre colpa tua" *Perchè sempre a me?*

"Non si accende il pc!", "E' attaccato alla corrente?"

Il bagno col water rotto, ma con il lavandino funzionante. E, per par condicio, il bagno con il lavandino rotto, ma con il water funzionante

"Bella la maglia! Ma c'è disegnata una scatola che si apre?", "Veramente è una casa con il tetto che si apre", "Ma è la stessa cosa!!"

"Abbiamo raggiunto il 180 follower e come-si-chiama mi ha regalato i biscottini per premio"

I pranzi con lo staff, con il cibo condiviso

"La Charlie è multitasking: fa logistica, school e l'aiuto morale (alias "il bastone della vecchiaia")" *son soddisfazioni*

La pinza e le raviole con la mostarda bolognese *gnam*

"Le cose futili sono le più belle!"

"Ti dilunghi"

"Sgabello di merda"

*BURP* "Oh scusa!", "Che c'è?", "Ho fatto un ruttino", "Ma perchè ti scusi? Lo sai che io sono una ruttarola"

"Mi capisci adesso? Mica son scema io!" *Con marcato accento bolognese*

"Mi state dicendo che sono già le 18?", "Sono le 18.16", "Che vita di merda!"

"Sto straducendo"

"Oh ragazzi! Siam pazzi? Siam mica qui i pettinare i follower"

"L'orologio mi incialtra", "Ti è d'intralcio semmai..." *Facepalm e risate incontrollate*

"Odio i follower"

"Perchè voi gggiovani non rispondete mai al telefono?"

"L'ultimo wafer, regia di Martin ScorTese"



TO BE CONTINUED...

mercoledì 8 maggio 2013

Walking outside (Générique)

Sta piovendo.
E io mi sto bagnando fino al midollo. Mi dovrei maledire. Ho scordato l’ombrello a casa sua. Ma non solo quello: ho lasciato lì tutta la mia vita.
Non voglio tornarci, nemmeno per riprendermi quel fottuto ombrello. Troppi ricordi riaffiorerebbero. Ricordi che fanno male quanto un pugnale nel cuore. Preferisco infradiciarmi sotto la pioggia piuttosto che mettere piede di nuovo in quel posto.
Un auto passa a gran velocità su una pozzanghera, schizzando acqua dappertutto. Ecco fatto: adesso sì che sono proprio fradicio! Fanculo tutto!
Mi scosso l’acqua dai capelli e riprendo a camminare. C’è un vecchio sotto una tettoia. Si sta preparando per suonare la tromba. Mi avvicino, ben consapevole che non potrò dargli niente: anche il mio portafoglio è in quella casa, e io non voglio andare a riprendermelo. Tutti i passanti ignorano l’uomo, ma io sono l’unico fermo sul marciapiede a guardarlo. Lui si accorge di me e mi fa cenno di avvicinarmi.
«Ragazzo, cosa fai sotto questa pioggia? Non vorrai mica buscarti un raffreddore!» mi chiede con tono paterno,
«Ho dimenticato l’ombrello» rispondo io; il mio tono di voce sfiora l’indifferenza. Ormai non m’importa più un cazzo di niente.
«Capisco. Beh, se ti va puoi stare qui con me finché non smette»
«Grazie!».
Armeggia ancora con la tromba poi mi guarda.
«Vuoi che ti suoni qualcosa in particolare?»
«Beh, ecco…non so. Faccia lei. Per me non fa nessuna differenza»
«D’accordo. Suonerò qualcosa che si addice ad una persona come te» mi dice sorridendo. E inizia a suonare.
Il mio cuore fa un balzo…
Générique!
Senza nemmeno accorgermene, lacrime sottili cominciano a rigarmi il volto. Era proprio ciò che non volevo. Dannazione! Preferirei non provare nulla.
Cazzo, cazzo, cazzo, cazzo, cazzo, cazzo, cazzo e ancora cazzo!
Il suo ricordo riaffiora alla mia mente. Le immagini si susseguono come un film in bianco e nero: tutti i momenti passati insieme, il suo viso dolce quando si svegliava, le sue labbra, la sua pelle vellutata che freme sotto il tocco delle mie mani, i suoi occhi blu cobalto, i suoi capelli morbidi, la sua risata…
Il mio cuore s’infrange in mille pezzi. Sento ancora lo stridio dei freni sull’asfalto e il suo grido lacerante: quell’incidente! Quel fottutissimo incidente! Se non fosse morto anche lui, avrei già ammazzato io quel figlio di puttana che guidava ubriaco. Spero con tutto me stesso che ora stia arrostendo a fuoco lento all’inferno. Lo spero davvero!
Générique!
Proprio la sua canzone preferita. Colonna sonora di tutti i nostri momenti insieme. Facevamo l’amore ascoltandola su quel giradischi mezzo rotto, sotto quella coperta di lana ispida, in un appartamento che ci crollava addosso. E mentre lei dormiva io scrivevo su un vecchio tavolo traballante, sotto una luce fioca, per evitare di svegliarla.
Ma adesso è finito tutto…
Vorrei tornare indietro nel tempo, ma so che non posso. Sono rimasto solo…solo con générique. Solo con quell’appartamento in rovina. Solo con quel fottuto tavolo fracassato. Solo con quelle coperte fastidiose. Solo con quel vecchio giradischi.
Il vecchio finisce di suonare e mi osserva. Un minuto? Due? Non lo so. Mi mette una mano sulla spalla, come se comprenda quanto dolore sto provando in questo momento. Non proferisce alcuna parola. Io lo guardo e sorrido. Per l’ultima volta. Perché oramai ho deciso. Fanculo a tutto e a tutti!
Mi asciugo gli occhi. Riprendo a camminare. Verso quella casa. È lì che tutto è cominciato. Ed è lì che tutto finirà.
Mentre cammino fischietto générique.

sabato 4 maggio 2013

Nightfall

Ad ogni passo sentivo le foglie secche frantumarsi sotto i miei piedi. Non vedevo a più di un centimetro dal mio naso. Davanti a me l’immenso buio della notte. Dietro di me, a qualche metro di distanza c’erano uomini con i fucili e cani al guinzaglio che mi cercavano senza sosta. 
Quella folle corsa non faceva che gravare sulla mia povera caviglia slogata. Ma purtroppo dovevo ignorarla: se mi avessero trovato, sicuramente mi avrebbero ammazzato come un cane. 
Mi fermai. Con il fiatone arrancai verso un albero, dove mi appoggiai. Tesi l’orecchio: non sentivo nient’altro che l’ululato del vento e il “uh uh” dei gufi. “forse hanno lasciato perdere” pensai. “no…non è possibile: mi seguirebbero in capo al mondo pur di uccidermi”. Il mio cuore batteva all’impazzata e le tempie mi pulsavano freneticamente. 
Alzai la testa: la luna era quasi piena. Ormai mancavano pochi giorni. La caviglia non era la sola a dolermi. Sentivo male nel profondo delle mie ossa. Ogni volta che si avvicinava la luna piena, il mio corpo mi faceva pesare ancora più stanchezza, rendendomi debolissimo, quasi incapace di alzarmi dal letto la mattina. 
Nel silenzio più assoluto, rotto solo dai rumori della notte, sentivo gli uomini che ancora mi cercavano. Poveretti! Non li biasimo per niente: chi vorrebbe avere un lupo mannaro per vicino di casa? Io stesso, se non fossi quello che sono, sarei con loro con il fucile sotto braccio. Ma io sono quello che sono, un lupo mannaro, e questo non cambierà mai fino a che vivrò. È vero: forse sono diverso da certi lupi mannari, ma la gente non mi guarda per quello che sono, si limita ad inseguirmi per ammazzarmi. 
Sentendo le loro voci avvicinarsi, mi addentrai ancora di più nella foresta, lasciando il sentiero maestro. Guidato solo dalla luce della luna trovai un angolino dove sedermi. Iniziai a massaggiarmi quella povera caviglia e alzai di nuovo la testa: la luna mi stava guardando sogghignando? O stava semplicemente sorridendo? Maledetta luna voltagabbana! Proprio tu che mi rendi un mostro ora mi fai da guida per la salvezza? 
Improvvisamente qualcosa si mosse dietro di me ed io iniziai a sudare freddo: “non è possibile che mi abbiano trovato!”. Lentamente mi voltai. Feci il giro del tronco e tutto quello che riuscii a trovare era un rametto secco. “Ma allora cos’era quel rumore?” non feci in tempo a darmi una risposta quando sentii un forte colpo alla schiena. 
Come al rallentatore, il mio corpo cadde piano e dolcemente. Alzai per l’ultima volta gli occhi e osservai la luna: “non ti smentisci mai, maledetta!”. 
E poi fu il buio.

Situazioni paradossali (2) con morale

Riprendo un mio vecchio post (del precedente blog), o meglio, cerco di ricordare a grandi linee quello che avevo scritto. Ennesima situazione paradossale, accaduta diversi fa, quando avevo (credo) 20 o 21 anni (booooh? Si vede che sto invecchiando!).


Narra la storia della prode Charlie, anima dallo stomaco senza fondo, in grado di spazzolarsi un intero barattolo (grande) di cipolle in agrodolce senza fatica, trangugiando la sua birra alla spina, trattenendo a fatica i rutti. Un giorno però accadde l'ineluttabile: la prode Charlie fu vittima di una cipolla di troppo...e patatrac! Tutto si svolse nella notte che precedette il giorno in cui la Charlie, al seguito della mutter e del papipapi, si sarebbe recata a votare. Mentre la nostra povera anima sventurata si beava tra le braccia di Morfeo, nei suoi sogni irruppe un certo (signor?) politico. La poveretta si vide quest'ombra, che torreggiava in fondo al suo letto, si stropicciò gli occhi e cercò di mettere a fuoco la sinistra (o in questo caso destra) figura: beh, più che figura era un figurino...manco arrivava a metà della porta. Tutto d'un tratto il proprietario della sinistra figur(ina) parlò: "Mi consenta di svegliarla. Lei deve andare a votare!". Era proprio lui! Silviettino! La prode Charlie sopporta tante cose, ma se c'è una cosa che proprio non manda giù è l'essere svegliata. Scuotendosi dagli occhi gli ultimi brandelli di sonno si rizzò sulle braccia e cominciò ad inveire contro quel nano invasato: "Senti un pò, ottavo nano! Non me ne frega un beneamato se soffri di complessi d'inferiorità, IO NON SONO MINORENNE! Ora fammi il grande piacere di fare il galantuomo e lasciar dormire questa donzella. Sciò!"

Alla parola "sciò" la prode Charlie si destò dal suo incubo, bestemmiando come uno scaricatore di porto, scatenando le ire funeste della mutter e del papipapi.
Il giorno dopo, il fatidico giorno del voto, la nostra sventurata eroina fu svegliata dal papipapi con la sua solita grazie d'elefante, che piombò in camera gridando: "Svegliati!! Non è possibile che tu dorma fino alle dieci!". Senza prendersi la briga di discutere, la Charlie uscì dal suo bozzo di coperte con delle borse di Vuitton al posto delle occhiaie. Dopo essersi rifocillata con un barile di caffè, la prode (ma sfigata) condottiera si vestì, borbottando un misto di insulti ed incantesimi potteriani. Dopo di che la FF (Famigliola Felice) si diresse verso il seggio elettorale nella scuola elementare. Appena varcato il cancello la fu-prode-ora-sfigata cavaliera avvertì una brezza gelida insinuarsi proprio in quella maledetta fessura che si era formata tra la sciarpa e il colletto della maglia. Consideriamo che, nonostante fosse aprile inoltrato, c'era un sole che spaccava le pietre; come conseguenza, la nostra condottiera aveva ben pensato "A che cavolo mi serve coprirmi? C'è il sole! Una sciarpina leggera e via". Mai considerazione fu più errata. Nel breve tragitto che separava la FF dal seggio, la nostra sfigata aveva già raggiunto livelli raffreddorifici da doppio "BABBA BIA!". Una volta arrivati alla scuola aveva già cominciato a sollevare nuvole di polvere a forza di starnuti. "Tutto bene? Hai il raffreddore?" chiede la mutter, "No no. E' che mi va di esprimermi a starnuti"...l'aria sarcastica che aleggiava non si riusciva a tagliare nemmeno con i coltelli dello Chef Tony. Una volta entrata nella cabina del seggio, la prode ma sfigata e raffreddata cavaliera impavida molla uno starnuto che fa volare la bellezza di 3 schede di voto, con conseguente terremoto che fa tremare non solo la cabina, ma anche mezza scuola. "E che caaaaaaETCI'!!", povera anima!
Inutile dire che una volta uscita fuori ella notò che tutto il mondo si era girato, guardando male la poverella, il cui naso ormai stava raggiungendo le dimensioni di un pomodoro ben maturo, rosso e panciuto. "Ghe gosa c'è? Bai sendido qualguno gon il raffreddore?", sbraitò la Charlie, ormai in preda ai deliri raffreddorifici, forse anche quasi febbrili. Curiosamente neanche la mutter o il papipapi avevano evitato di guardar male la prode condottiera...anche se ormai di prode aveva solo il naso, il suo coraggio leonesco era ormai andato a farsi una vacanza ad Hololulu con Mago Merlino ed ora sul petto della sua proprietaria c'era un cartello con scritto "Chiuso per mancanza di autostima". Per tutto il tragitto del ritorno la cavaliera senza macchia e con un raffreddore della madonna continuò a starnutire e bestemmiare ogni cinque passi. La Madonna di San Luca si affacciò alla finestra della basilica e gridò "Ma oooooh! Sto cercando di far dormire il bambinello!". Varcata la soglia della dimora della FF, la ex-coraggiosa condottiera si buttò per terra, baciando il pavimento polveroso e ingoiando qualche nuvoletta di polvere. Nel giro di tre nanosecondi si ritrovò a letto con una febbre da cavallo.


MORALE: Votare nuoce gravemente alla salute. E vista la situazione forse sarebbe stato meglio non andarci, sia adesso, che allora.

mercoledì 17 aprile 2013

Da piccola...

Da piccola credevo che l'apribottiglie fosse uno strano omino con le braccia che andavano solo su e giù.
Da piccola feci il lanciatore di coltelli con le freccette a ventosa, usando la mia migliore amica come manichino contro il muro.
Da piccola mi feci regalare una chitarra giocattolo, credendo che fosse vera. Per quanto abbia cercato di accordarla era sempre scordatissima.
Da piccola, quando mi portavano al supermercato, passavo estasiata davanti ai giochi da maschi, ma inorridivo davanti alle barbie.
Da piccola giocavo a Super Mario Bros su un vecchio Nintendo ereditato.
Da piccola quando mi mancava la mamma mio padre mi buttava sul letto e tirava giù tutti i pupazzi dalla mensola sopra la mia testa, facendo la "pioggia di pupazzi".
Da piccola mio nonno mi insegnò a suonare "Fiorin Fiorello"  e "Pippo non lo sa" sul pianoforte di casa sua.
Da piccola salivo sugli alberi fuori casa e mangiavo prugne fino a scoppiare.
Da piccola mia madre per quattro anni mi ha detto di avere 36 anni, poi ho imparato a fare i conti.
Da piccola se mi ragalavano un libro ero al settimo cielo.
Da piccola volevo fare la pittrice...la realtà è che disegno da far schifo.
Da piccola i miei genitori mi hanno tirata su a Pink Floyd, Beatles, Lucio Dalla, Simon & Garfunkel, Billy Joel eccetera.
Da piccola il nonno mi portava al parco e giocavamo a pallone.
Da piccola mi bastavano due moine e papà mi comprava qualcosa...convincere la mamma è sempre stato alquanto "impossibile".
Da piccola dicevo "plubblicità" invece di pubblicità.
Da piccola quando guardavo "La bella addormentata nel bosco" estraevo la mia spada di legno e "uccidevo la strega".
Da piccola avevo il computer, che tutti mi invidiavano.
Da piccola ero un maschiaccio...e lo sono tuttora.
Da piccola venivo discriminata dai compagni delle elementari perchè entrambi i miei genitori lavorarano e all'uscita da scuola mi veniva a prendere la tata.
Da piccola conservavo portachiavi e me li attaccavo al collo spacciandoli per medaglie.
Da piccola quando andavo a casa dalla nonna non potevo toccare niente "sennò si rompe".
Da piccola quando arrivai alle elementari sapevo già leggere e scrivere.
Da piccola non andavo mai da nessuna parte senza il mio Poppels e la bicicletta.
Da piccola mia zia mi chiedeva "Sei felice?" e io, con tutta naturalezza, rispondevo "Io non sono Felice, sono Carlotta". E quando lei mi diceva "Sei fuori?" io dicevo "No sono in casa".
Da piccola ascoltavo il walkman già a 3 anni.
Da piccola mio padre mi cantava la canzone di Robin Hood e mi faceva battere il tempo sulla chitarra, "Piano però eh!" diceva sempre.
Da piccola non sapevo cosa fare da grande.
Neanche adesso lo so...
Da piccola sognavo di essere come Chaplin...questo è un sogno work in progress!

giovedì 7 febbraio 2013

La vida es un botellón

Mi querida Valencia,
he pasado 6 meses entre tus calles, mirando hacia el sol y disfrutando del calor que me has ofrecido. Cuando llegué aquí tuve un poco de depresión, porqué echaba de menos a mis padres y amigos. Nunca he vivido sola, esta era la primera vez que me enfrentaba con los gastos de las compras, con el alquiler, la lavadora y la limpieza del piso. No había ni mama ni papa para cuidarme. Tuve que aprender como hacer la cama, como cocinar, como cuidar mis cosas, como limpiar y sobre todo...como vivir sola. Como ser responsable y como arreglarme. Frecuentar las clases en español me costó mucho tiempo, mucha fatiga y el doble del trabajo respeto a los otros chicos. Cuando me dicen "No te preocupes, eres erasmus! Todo será mas fácil" mi deseo de pegarlos es irrefrenable. Porqué aquí no hay diferencias entre erasmus y estudiantes de la universidad: mismos trabajos, mismos examenes, mismo trato. La única diferencia es que los profesores te perdonan si haces algún error de gramática...pero ya está!
Pero además de esto tuve la ocasión de conocer una de las ciudades más bonitas de toda España: una ciudad donde se vive bien, donde la vida cuesta menos. Una ciudad donde los chicos no hablan sólo de Justin Bieber o de Jersey Shore. He conocido esta preciosa ciudad, con sus plazas llena de chavales que hacen botellón, que cantan por la calle gritando y despertando a todo el mundo. Y la verdad es que lo hice también, con un quinto de cervecita en una mano, y un porro en la otra. Entre peleas con las compañeras de piso, la basura llena, clases desaparecidas, profesores que no entienden tu letra, calefacción inexistente...he pasado uno de los mejores 6 meses de mi puta vida, viviendo como en una película. Mirando hacia el sol escuchando música, fumando un cigarro mirando la luna y las estrellas, caminando sola en los parques mirando los niños con sus abuelos, intentando entender porqué el doblaje español es tan malo que parece que las chicas tengan las mismas voces.
Echaré de menos las calles llenas de chicos y de turistas, el centro lleno de italianos, el helado que te cuesta 6 euros, la canción de la Mercadona, el tío del piso arriba que empieza a cantar a las 2 de la madrugada, los 100 Montaditos, las tiendas de camisetas y la lluvia de la hostia. Echaré de menos el metro, las fiestas erasmus, los botellones con los polacos, el viento que te lleva consigo, el horno de los borrachos, las tapas, la paella valenciana y el frío que se pasa cuando estás en casa.
Pero, sobre todo, echaré de menos a todas las maravillosas personas que he conocido. Dicen que para descubrir quien eres tienes que viajar dentro tu alma...pues, la verdad es que tienes que viajar y basta. Este erasmus ha sido como un botellón interminable con mi alma, y nunca lo olvidaré...te echaré de menos, mi querida Valencia!
¡Hasta luego!


Dedicado a mi hermanita guapa

sabato 19 gennaio 2013

FINITELA UNA VOLTA PER TUTTE!



Non commento, ma ha ragione da vendere. Ribelliamoci! Diffondete questo video!

venerdì 18 gennaio 2013

Intruders On My Table: story of a film

Ecco qua, per il piacere dei vostri occhi, il mio primissimo cortometraggio in stop-motion (per chi non sapesse che tipo di tecnica è, vada qui). Come qualsiasi regista che si rispetti vi racconterò come è nato questo film. 
Tornata a casa per le vacanze di natale, la voglia di studiare per gli esami era pari a zero (e infatti mi sono ridotta all'ultimo minuto...come sempre). Il mio canale di YouTube non vedeva la luce di un nuovo video da mesi, forse anche un anno. La mia videocamera era piena di polvere, così anche la fotocamera. Un pomeriggio, mentre mia madre preparava il tiramisù, per evitare di starle addosso come uno stalker nella speranza di poter "piluccare" qualcosa, mi sono chiusa in camera mia. Comodamente seduta sul letto mi sono messa ad osservare i vari oggetti nella mia stanza, erano 4 mesi che non li vedevo, mi erano mancati molto. Poi la mia attenzione si è soffermata sul cavalletto della videocamera. Il mio cervello non ci ha messo molto a fare il collegamento. Ho imbracciato il cavalletto, montato la fotocamera e iniziato a girare. Certo, come qualsiasi film che si rispetti avrei avuto bisogno di una sceneggiatura, o al massimo un'idea. L'idea c'era, che poi si sia trasformata in una cosa diversa è un'altra storia. Inizialmente sono partita a girare con le due palline che vedrete all'inizio. La mia idea era di muoverle in maniera da creare una scenetta, ma dopo un paio di movimenti mi sono resa conto che non sarei riuscita a creare una scenetta con solo due oggetti. Al che ho cominciato a guardarmi intorno. Quando mi prende il flusso creativo non mi ferma nessuno...nel giro di pochi minuti ho trovato la soluzione al problema: usare i miei giocattoli! Una volta partorita l'idea dei giocattoli ho strutturato la scena in questo modo: i giocattoli sono gli intrusi che passeggiano liberamente sul mio tavolo, quando io non ci sono. Una sorta di Toy Story senza dialoghi, e molto più primordiale. Dopo qualche ciak ottenni ciò che volevo. Il resto, beh, non lo racconto nemmeno, perchè la parte del montaggio è sempre una barba. Noterete che i mezzi che ho usato sono "un pò poverelli": avevo solo la fotocamera a disposizione. La mia videocamera è vecchia e non la potevo usare. Noterete anche che il tipo di stop-motion che ho voluto usare non è così veloce come i soliti film in stop-motion. Ho deciso di farlo un pò più lento, anche per dare l'idea di oggetto fermo ad aspettare.
Non ho pensato al significato di questo cortometraggio fino a che non l'ho finito: nonostante abbia quasi 25 anni voglio ancora sentirmi bambina e giocare con i miei giocattoli, che ancora invadono la mia stanza. E vorrei anche che chi vedesse questo film si ricordasse di quando era bambino e la magnifica sensazione che si provava quando ci si metteva accovacciati sul pavimento a giocare. 
Svelato il segreto! Spero che vi piaccia!

martedì 15 gennaio 2013

Doc_Charlie is going social!

Ebbene sì...il blog è approdato su Facebook! Chiariamoci: io su Facebook ci sto da un pezzo, ma non l'ho mai ritenuto una parte integrante della mia vita informatica. Certo, scrivo messaggi, condivido foto, metto link eccetera, ma alla fine non faccio altro. Più che altro è per tenermi in contatto con amici che non riesco a vedere spesso. Per scrivere cavolate uso Twitter, quella sì che è una droga per me, ma non è di Twitter che voglio parlare. Beh, visto che negare l'importanza di Facebook è stupido, chi sono io per non sfruttare il social network più popolare del mondo? E infatti ecco qua la pagina ufficiale di 20th Century Charlie - It's only a Teenage Wasteland! La potete trovare QUI. Se siete iscritti a Facebook (sospetto di sì) potete mettere "Mi piace". Oltre ai link ai miei post su questo blog troverete anche una selezione accurata delle mie Pirlate di saggezza su Twitter e chissà cos'altro (ci sto pensando). Visto che al momento il numero di follower di questo blog è...bassino, vediamo cosa si può fare su Facebook. Aiutate questo povero blog a crescere! Forse tra un pò comincerà anche a mettere i dentini! 

The Impossible

La prima volta che sentii parlare di questo film fu leggendo una rivista e già mi aveva incuriosita, e non poco. Non sembra, ma da quella cinefila che sono apprezzo anche i film catastrofici, più che altro perchè mi interessano gli effetti speciali. Però avevo come la sensazione che questo film fosse diverso dagli altri. "The Impossible" è una produzione spagnola, quindi in Spagna è uscito prima che negli altri paesi. E chi sono io per perdermelo, visto che "per caso" mi trovo proprio in Spagna? Parliamoci chiaro...piatto ricco mi ci ficco! Fatta questa piccola premessa partiamo con la recensione.


"The Impossible" è un film sul terribile tsunami che colpì il sud-est asiatico il 26 dicembre del 2004. Ovviamente non devo spiegare niente...immagino che tutti ce lo ricordiamo. Quelle immagini terrificanti che abbiamo visto in televisione, mentre eravamo occupati a scartare i nostri regali di natale o a finire il cenone con la nostra famiglia.
Tratto da una storia vera di una famiglia spagnola sopravvissuta che si trovava in Thailandia per le vacanze di natale. In questo film anzichè essere spagnoli, i protagonisti sono inglesi (?), per ovviare il fatto che gli attori sono internazionali (Ewan McGregor, Naomi Watts ecc). Quando arriva il terribile tsunami la famiglia viene divisa: il padre rimane con i due figli più piccoli mentre la madre resta con il figlio maggiore. Ed è su loro due che il film è più incentrato. La cosa più sorprendente di questo film non è solo la scena dello tsunami (mamma mia ma quanto sembrava vero!!), con Naomi Watts trascinata dalla corrente per tipo 10 minuti (10 minuti di mal di stomaco...lo assicuro!) quanto quello che viene dopo. La povera mamma che a stento si regge in piedi e il bimbo che si ritrova proiettato in una terribile realtà tutto d'un tratto, cercando di fare quello che può per proteggere sua madre. Memorabile la scena dove il ragazzino aiuta sua madre a salire sull'albero. E dopo? altro mal di stomaco: le scene in ospedale, dove la finzione filmica va a farsi benedire. Sono talmente vere che bisogna quasi coprirsi gli occhi, sconvolti da tanta "fisicità". Non sono una che si impressiona spesso davanti a certe scene, per me il sangue può scorrere a fiotti, tanto non mi impressiono. Ma qui giuro di essermi coperta gli occhi almeno due volte (e qui casca il baluardo della Charlie-indifferente-agli-squartamenti-barra-scene-pesanti). Il dolore delle persone è talmente tangibile che ti sembra quasi di poterlo afferrare tra le dita. Altra scena memorabile da mal di stomaco è la telefonata del padre ai suoi parenti, dove lui scoppia in lacrime (scommetto quello che volete che che quelle erano tutt'altro che lacrime finte!)...un magistrale Ewan McGregor, che si sarebbe meritato un oscar solo per quella scena (vai te a capire perchè manco ha ricevuto una nomination...). Naomi Watts immensa (almeno lei la nomination l'ha avuta!), che riesce a rendere il dolore interiore ed esteriore di una madre tangibile. Bravissimo anche Tom Holland (che interpreta il figlio maggiore)...quel ragazzo farà strada! Magistrale regia, ottimi (anzi superbi) effetti speciali, ottima trama senza punti oscuri. Quello che sconvolge è che è successo davvero (magari senza fronzoli). Se avete lo stomaco delicato, non è il film per voi. Ma se avete il fegato di reggere due ore di budella sottosopra è il vostro film. Quando sono uscita dal cinema ho avuto lo stomaco attorcigliato per almeno due ore...micidiale!

venerdì 11 gennaio 2013

Say NO! to Freelance Slavery Labor