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lunedì 12 marzo 2012

The Artist

Cominciamo la nostra luuuunga serie di recensioni. E quale modo migliore di iniziare se non con questo capolavoro di film. Premetto che non me ne importa molto se questo film ha vinto agli Oscar o ha vinto chissà quale altro premio, io me lo sono visto perchè mi interessava e perchè (ovviamente) macino un film dietro l'altro. Premetto anche che io ho un grandissimo debole per i film muti...nel caso non lo sapeste: "The artist" è un film muto, e per giunta in bianco e nero. Quando l'ho scoperto avevo la bocca come una carpa. Di solito non leggo le recensioni, quindi sono partita completamente "a secco", nel senso che non sapevo niente di trama, attori, paese d'origine etc. Quando è finito sono uscita dal cinema con un sorriso a 32 denti. Dire che questo film è stupendo è essere ancora a metà del dire. 
Partiamo dalla storia, che di per sè non è niente di nuovo. Mi ha ricordato molto "Cantando sotto la pioggia", ma in chiave meno divertente. Siamo ad Hollywood nel 1927, data storica per il cinema: l'avvento del sonoro. George Valentin (Jean Dujardin) è un divo del muto. Un giorno, dopo la premiere di un suo film, viene fotografato assieme ad una ragazza, Peppy Miller. Il giorno dopo la loro foto viene messa sulla prima pagina di Variety. La ragazza coglie al volo questo successo inaspettato e si fionda agli studios, dove viene ingaggiata come comparsa. Lì incontra nuovamente Valentin e tra i due nasce qualcosa (amore? Forse no, ma attrazione di sicuro). Nel frattempo arriva il sonoro e Valentin, come Charlie Chaplin, si rifiuta di recitare con la propria voce e produce il suo nuovo film muto (che ovviamente è un flop). Peppy Miller intanto diventa sempre più famosa. Ha quindi inizio la lenta ed inesorabile discesa del nostro protagonista: sempre più depresso, sempre più in bancarotta (c'è di mezzo anche la crisi del '29). Non racconto l'epilogo, ma è quantomai immaginabile come finisce. Magistrale interpretazione di Jean Dujardin, che riesce ad esprimere con lo sguardo e la mimica facciale ciò che un attore di adesso esprimerebbe a parole. Magari ce ne fossero altri come lui! Bravissimi anche Bérénice Bejo (Peppy Miller) e James Cromwell. 
Al di là della storia, ciò che mi ha colpito di più è l'idea di base di questo film. Ok, io sono di parte e ho sempre ammirato quei registi capaci di fare film così coraggiosi (Moulin Rouge in primis, che è e resterà sempre il mio film preferito). Ci vuole davvero un amore smodato per il cinema per fare un film così! Solo con questi tipo di film ci si rende conto che il cinema non è stato schiacciato sotto il peso della crisi e della pirateria...il cinema è ancora vivo e ha ancora tanto da dare e da insegnare. "The Artist" è un omaggio al cinema dei tempi andati, delle grandi glorie del muto come Howard Hawks, Charlie Chaplin e Buster Keaton, ma con qualcosa in più: quel groppo allo stomaco che ti può provocare solo un film contemporaneo, quello che ti fa immedesimare con i personaggi, che ti fa piangere con loro, che ti fa arrabbiare. 
In poche parole...
The Artist: il divertimento di un film muto, l'emozione di un film moderno.

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