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martedì 4 dicembre 2012

Vorrei scrivere...

...ma mi mancano le idee. Fortuna che avevo detto che qua avevo sempre tanti spunti! Le ultime parole famose...

domenica 21 ottobre 2012

Social personalities

Oggi il mio cervello è pieno di idee e mi ritrovo di nuovo qui, dopo aver mangiato una buena comida española, a scrivere di nuovo qui...per la seconda volta. Ho battuto il mio record personale! Per la legge dei grandi numeri passeranno 2 mesi prima del prossimo post, ma sono fiduciosa perchè qui ho sempre tanti spunti su cui scrivere. Forse perchè l'università non mi sta uccidendo molto, ho sempre tempo libero per dedicarmi alle mie attività favorite, ovvero il nerdaggio incallito. Ma basta divagare.

Stamattina ho parlato delle persone che parlano sgrammaticato, stasera mi sposto su altre categorie di persone, anzi su diverse categorie di persone. E l'ispirazione mi è venuta di nuovo grazie a lui...Facebook! Inesauribile fonte di idee, perchè solo lì puoi osservare i diversi personaggi che popolano i social network. Per social network non intendo solo Facebook, ma anche Twitter o Google+ (ce l'ho ma non lo uso per niente). E' risaputo che ci sono diversi tipi di persone che usano i social network, e ognuna di esse li utilizza in modi diversi tanto da crearsi delle diverse categorie. Andamo ad analizzarne alcune:

-L'utente normale: quello che usa il social network per tenersi in contatto con gli amici lontani, per condividere foto...uno normale. Ogni tanto commenta, condivide uno status o una nota altrui, ma alla fine la sua presenza o no all'interno del social network è irrilevante.

-Il nerdone: specializzato in fumetti/videogiochi/altre nerdate, circondato dalla sua cerchia di amici nerd che quando scrive uno status lo scrive talmente in ostrogoto che solo gli altri nerd capiscono. Molti nerd sono spesso fissati con i meme o con altre immagini virali, che condividono abbastanza spesso.

-Il condivido-ogni-cagata: lo dice la parola stessa. Dio solo sa quanto non abbiano da fare questi individui. Sta di fatto che se tu ti connetti alle 7 del mattino, alle 7 di sera o alle 3 di notte, sicuro che ci trovi qualcosa che hanno condiviso/scritto...quando dormono poi non è dato sapere! E naturalmente non c'è bisogno di dire che condividono qualsiasi cosa gli capiti a tiro, intasando bacheche e timeline di altri poveri utenti.

-Lo sputasentenze/L'insultatore gratuito: Quando dovrebbero tenere la lingua (in questo caso le dita) a freno non lo fanno, se c'è da attacare briga sicuramente loro sono in prima linea. Poi se li conosci di persona sono dei timidoni pazzeschi. Perchè in realtà si nascondono dietro il muro informatico e si creano i loro alter ego...tanto nessuno li vede. E hanno il tempo di ponderare quello che devono scrivere.

-Il dico tutto: E quando dico tutto...è proprio tutto! Questa categoria mi sta particolarmente sulle scatole. Insomma ragazzo, non me ne frega un beneamato se sei sul divano a guardare Beautiful o Grey's Anatomy...vivo lo stesso anche se non me lo dici! A sto punto dimmi a che ora sei andato al bagno ad espletare e se l'hai fatta tutta! Ecchecazzo!

-Lo spammatore (assassino): tutto quello che fa è fare pubblicità, sia a se stesso che a terzi. Personalmente non mi danno molto fastidio se stanno buoni e condividono la loro pubblicità...fino a che non cominciano a mandarti messaggi in bacheca/timeline o peggio, in privato, ogni giorno/settimana/mese. O che ti invitano ad ogni evento del cavolo...a questo punto il defollow/cancellazione dell'amicizia è spontanea

-Mister commento al vetriolo: non posso parlare male di questa categoria, soprattutto perchè è quella a cui appartengo io. Sostanzialmente ciò che facciamo è commentare sarcasticamente qualsiasi cosa, dall'attualità alle stupidate. da non confondere con lo sputasentenze! Noi commentiamo solo, non insultiamo gratuitamente nessuno (a meno che non sia proprio necessario). Per questo motivo o siamo amati alla follia oppure odiati a morte ed evitati come la peste nera...personalmente io sono una che piace, anche se ogni tanto mi permetto di sparare qualche cagatina. 

-Il barzellettiere: ovviamente il suo scopo è far ridere, cosa che gli riesce malissimo. Se si tratta di battute a sfondo ironico, allora questo personaggio è un  misto di Barzellettiere e di Mister commento al vetriolo, ma è abbastanza raro trovare un personaggio così. La maggior parte fa battute che non fanno ridere nemmeno se ci si sforza. Nella stessa categoria troviamo l'umorista becero, molto simile all'ironico, ma con un umorismo mooooolto più nero. 

-Il musichiere: che condivide video musicali di ogni tipo, nel caso di un musicista troviamo anche brano originali composti da lui/lei. Parla solo di musica, anche se ogni tanto si concede qualche uscita dal tema. Appartengo anche io a questa categoria, anche se solo in parte (la mia produzione musicale al momento è pari a zero...sono senza chitarra perchè costava troppo portarmela in Spagna).

-Il vip: c'è bisogno di aggiungere altro? Ovviamente sì! Perchè per quanto stupido e imbecille sia il commento/status/tweet postato da un vip ci sono sempre centinaia o addirittura migliaia di pecoroni che gridano al miracolo letterario degno del premio Pulitzer!

-Il foto pazzo megalomane: questo peronaggio è più femminile che maschile. Sono quelli che se vai a vedere le loro foto troverai solo ed esclusivamente foto di loro in pose sexy (sexy quanto un comodino rotto!). Non mi dilungo molto su questa categoria, altrimenti potrei cominciare a far nomi!


Ecco qua! Queste erano le personalità che si possono incontrare sui vari social network. Ovviamente ce ne sono altri tipi, ma questi sono i più rilevanti, almeno a mio parere. sentitevi liberissimi di commentare e dirmi quali sono le categorie che non ho messo.
Anche per stasera ho sputato altro veleno...mi sto trasformando in un serpente! Tra poco comincerò a sibilare...ssssssssssssssssssssssssss ecco lo sapevo!

Parla come mangi...MA ANCHE NO!

Questa mattina, mentre mi beavo nell'ozio domenicale più assoluto, mentre girovagavo in rete senza meta precisa, mi è capitato sott'occhio un commento su facebook di un amico (premetto: adulto) di un altro amico. Ora, a prescindere dall'argomento della conversazione, che neanche mi importava, mi sono soffermata su una...come definirla...castroneria grammaticale. Ma non tanto lo scrivere "ke" al posto di "che" (cosa che detesto con tutte le mie forze), quanto una luridissima castroneria ancora più grande ed orripilante: "l'ho" invece di "lo". A parte il fatto che hanno due significati diversi, ma ci rendiamo conto??? Persone adulte, che "dovrebbero" avere una proprietà di linguaggio/scrittura se non eccelsa almeno passabile, che scrivono tranquillamente sgrammaticato, riempiendo i commenti/post/non-lo-so di K o di X, sbagliando i tempi verbali e stravolgendo completamente la lingua. Parliamoci chiaro: se si trattasse di un ragazzino ci si potrebbe anche passare sopra (per quanto il mio desiderio di tirargli un dizionario in faccia sia alquanto irrefrenabile), ma dagli adulti no! Poprio no! Al ragazzino gliela perdoni, specie quando sono in quell'età che scrivono ancora sgrammaticato perchè ancora sono ingari della presenza dell'oggetto "libro", ma ad un adulto dovresti massacrarlo. Sono indecisa tra inchiodargli la lingua al muro, bersagliarlo di dizionari o incollargli le mani ad un libro di grammatica.
Ora parliamo di "soluzione del problema": che gli fareste ad una persona che fa questi obbrobri grammaticali? Parlandone con una mia ex prof dell'università abbiamo avanzato diverse ipotesi. Se la persona in questione è un ragazzo/a gli si abbassa di tre voti il compito. Io sarei per dargli zero direttamente, ma forse sono un pò troppo cattiva. Infatti la prof mi fa notare che anche abbassando di tre voti si incappa in lamentele da parte dello studente e mi chiede come mi sentirei io se mi ritrovassi tre voti in meno in un compito. Ovviamente mi apre gli occhi e non posso far altro che concordare, immaginando solo vagamente ciò che può passare un professore quando corregge uno scritto. Poi mi viene in mente: ma se io ho tre voti in meno un motivo c'è, non è che è colpa del prof che "gli tirava il culo" (forse...in Italia non si può mai dire! Facciamo finta di essere in un paese normale). Poi che la causa dell'errore di grammatica sia distrazione o ignoranza al professore non importa, perchè il guaio è già fatto.
Ma qui il problema è ben più grosso: e se l'errore in questione è di un adulto? Non gli fai certo una nota, e di certo non gli abbassi un voto. Che si fa? Tortura cinese? Un calcio nel sedere fino alla scuola più vicina? Oppure sbottare come Nanni Moretti in "Palombella rossa" (Per chi non sapesse a cosa mi riferisco può trovare la scena qui sotto alla fine del post)? Personalmente sarei per un misto delle tre cose, aggiungendo una serie di insulti verbali farciti con lancio di dizionari e libri, ma forse sono un pò troppo sadica.
Poi quando ti ritrovi tra amici e senti uno che parla sgrammaticato, che infila parole anglofone (pronunciate anche male) in un discorso che già di per se non ha senso, e dopo aver provato almeno 10 volte a correggerlo di nascosto suggerendogli le parole giuste e la pronuncia corretta, ma lui/lei imperterrito/a...allora sì che sbotti. E meno male che non hai un mitra in mano, altrimenti spareresti a man bassa a tutti.
Mi dicono "parla come mangi"? E io rispondo NO! E aggiungo anche:



Per oggi ho sputato abbastanza veleno...

martedì 2 ottobre 2012

Once Upon a Time

Prima di cominciare voglio puntualizzare una cosa: è la prima volta che faccio una recensione di questo tipo. Non ho mai recensito una serie televisiva, se non a voce, quando se ne parla tra amici. "Eh ma l'hai mai vista quella serie?", "Sìììì!! L'adoro! Te a che stagione/episodio sei?" (classica discussione tra amici sul tema serie televisive). Quindi vi prego, siate clementi. Ovviamente capirete anche che non posso raccontare la storia, altrimenti "spoilero": mi limiterò a raccontare la trama generale in termini talmente vaghi che vi risulteranno quasi inutili. Però...ragazzi...non mi uccidete se mi scappa una frase di troppo, cosa che sicuramente succederà. Per chi non avesse mai visto questa serie, clicchi il tasto "chiudi" del browser subito dopo aver letto la trama generale. Detto ciò...empezamos! (La Spagna mi ha già contagiata...)

Già raccontando la trama rischio di spoilerare l'episodio pilota....mamma mia quant'è difficile!
Immaginatevi tutti i personaggi della favole, da Biancaneve a Cappuccetto Rosso, dalla Fata Turchina alla Regina cattiva di Biancaneve. L'inizio la storia ruota attorno a Biancaneve, la serie comincia proprio nel momento in cui Biancaneve viene svegliata dal Principe Azzurro (che è un figaccione!) con un bacio...beh la storia la sapete. Lei si sveglia, si sposano e vissero per sempre felici e contenti...INVECE NO! Perchè qui entra in gioco la genialità più assoluta degli autori di questa serie (che guardacaso sono gli stessi autori di Lost)! La regina cattiva non è morta, ma è vivissima (e incazzatissima). Minaccia di scatenare una maledizione su tutto il mondo magico...e lo fa! Poco prima di essere colpiti dalla maledizione, tutti i personaggi delle fiabe (e quando dico tutti...dico davvero tutti) cercano un modo per sfuggire a questa maledizione. E scoprono che l'unica speranza è la figlia di Biancaneve e del Principe Azzurro, la quale viene spedita nel nostro mondo con un albero magico, un attimo prima che la maledizione della Regina colpisse tutto il mondo delle fiabe, bloccando il tempo e facendo perdere a tutti la memoria.
28 anni dopo Emma Swan, ignara del suo destino, si ritrova alla sua porta Henry, ragazzino di 10 anni che afferma di essere suo figlio (e l'unico a sapere della maledizione). Emma si ritrova a Storybrooke (Maine), città nella quale gli abitanti, che sono in realtà i personaggi di fiabe, vivono come se fossero persone normali e sembrano non ricordare la loro vera identità. E la Regina cattiva è l'unica cosciente di quanto è successo (ovviamente...è stata lei a lanciare quella maledizione!). Henry cerca in tutti i modi di far capire ad Emma che lei e l'unica in grado di spezzare il maleficio e liberare tutti...però se se ne rendesse conto al primo episodio la serie non andrebbe avanti, no?

Basta, ho detto davvero troppo! 


Ora se non avete visto la serie chiudete questo post perchè ciò che sto per dire è mooooooolto spoiler! Utente avvisato, mezzo salvato!

Quello che è geniale di questa serie è il totale stravolgimento delle favole alle quali siamo abituati. Non vi aspettereste mai di vedere Biancaneve in versione cazzuta che prende a calci nel sedere il Principe Azzurro, prima di innamorarsi di lui. Come non vi aspettereste mai di vedere un Pinocchio motociclista o una Cappuccetto Rosso lupo mannaro. E poi...il modo in cui la Regina ed Emma se le suonano (anche letteralmente) ti fa davvero innamorare di questa magnifica serie. Questo mi piace, perchè mi fa capire che la creatività esiste ancora, che non bisogna per forza tirare fuori dei vecchi luoghi comuni triti e ritriti per fare audience. Poi, come qualsiasi serie che si rispetti, ogni episodio ti lascia con la bocca spalancata per lo stupore e fa venire la voglia di continuare a vedere quello che succede. Nemmeno il finale della prima serie soddisfa questa ardente voglia di sapere, perchè è un finale aperto! Fortunatamente la ABC ha rinnovato la serie per una seconda stagione e oggi (dopo lunga attesa) è arrivato il tanto sospirato primo episodio della seconda stagione. Ovviamente sono rimasta a bocca spalancata come una carpa e non vedo l'ora che esca il prossimo episodio. Non mi dilungherò troppo sulla bravura degli attori, ma penso sia chiaro come la penso. Tutti bravissimi, soprattutto Lana Parrilla, che interpreta la Regina in maniera magistrale, riuscendo a far trasparire pura perfidia, e Jennifer Morrison, che interpreta Emma (sì proprio lei, la dottoressa Cameron del dottor House) in versione extra incavolata.
Si è capito molto che io adoro questa serie?


mercoledì 12 settembre 2012

This must be the place

Credo siano passati più di tre mesi da quando avevo promesso di fare le mie recensioni. Beh, oggi, nonostante il caldo di Valencia, delle lezioni che incombono come uno stalker appiccicoso, ho deciso di fare un'altra recensione. Stavolta il film che anrdò a recensire è di stampo italiano, con coproduzione irlandese e francese. Sto parlando di "This must be the place", ultimo film di Paolo Sorrentino con protagonista (udite udite) Sean Penn (qui del tutto irriconoscibile). Lo dirò dopo cosa penso di questo film, ma penso sia chiaro.

Cheyenne (Penn) è una rockstar divenuta famosa negli anni 80. Ora vive a Dublino con la moglie (Frances McDormand). Nonostante si sia ritirato da anni dalla scena rock, Cheyenne si veste e si trucca come quando suonava. Sostanzialmente lui non fa niente, ogni tanto controlla le sue quotazioni in borsa. Molti suoi fan cercano di spingerlo a tornare a suonare, ma lui imperterrito afferma di non credere più nel potere del rock. 
Un giorno gli comunicano che suo padre, che vive a New York con il quale non parla da anni, è in punto di morte. Avendo paura dell'aereo Cheyenne va per nave, ma quando arriva scopre che il padre è già morto. Inoltre viene a sapere che il padre aveva passato la vita a cercare l'ufficiale nazista che lo aveva umiliato in campo di concentramento. Allora Cheyenne decide di terminare il lavoro cominciato dal padre e trovare l'ufficiale nazista.

La storia non presenta elementi molto innovativi, il rapporto conflittuale padre-figlio è stato trattato fino allo sfinimento. Ciò che rende speciale questo film è il suo protagonista, solo nella maggior parte delle scene. Tutto è curato nei minimi dettagli: il trucco, il modo di fare e soprattutto la lentezza di Cheyenne. Se l'avete visto probabilmente capirete di cosa sto parlando. Cheyenne si muove lentamente, parla lentamente, ha una risatina falsa alla Peter Griffin. Solo ogni tanto sbotta, come nella scena con David Byrne. Qualcuno direbbe che se la prende comoda, io invece penso che sia perchè non vuole fare niente con fretta, quindi si gode ogni secondo di ciò che gli capita. 
Fotografia stupenda, soprattutto negli spazi aperti e deserti; colonna sonora azzeccatissima (c'è lo zampino di David Byrne); attori molto bravi, sia personaggi minori che protagonisti. Un Sean Penn magistrale, che riesce a rendere perfettamente il concetto di rockstar decaduta. 
Ho finito gli aggettivi per descrivere questo film. Un assoluto capolavoro sul dramma interiore di una persona, sull'olocausto e su un figlio che cerca di recuperare il rapporto con suo padre, anche se è troppo tardi. 

Se non l'avete ancora visto, correte subito ai ripari...ne vale davvero la pena! Se non altro per vedere Sean Penn truccato come una rockstar!

martedì 11 settembre 2012

Guardo il mondo da un altro mondo

Ebbene sì, l'eterna pantofolaia amante della sua casa, mammona e viziata ha cambiato casa...addirittura stato. Al momento mi trovo sotto il sole della Spagna, che a dire il vero non è poi tanto caldo. E dirò ancora di più, mi trovo nella bellissima Valencia. Per quanto? Mah...teoricamente sarebbero sei mesi, però chissà. "En la vida nunca se sabe", potrei anche metterci radici qui. 

Tutto mi sembra diverso, a cominciare dalle persone. Non vedo musi lunghi, incazzati perchè non hanno soldi, ma facce sorridenti, che ti darebbero anche un soldo bucato se valesse qualcosa. Vedo persone che si accontentano di ciò che hanno, persone che se gli chiedi un informazione non ti squadrano come se fossi l'ultima delle merde ambulanti. Vedo ragazzi che ti accolgono nel loro gruppo cinque minuti dopo averti conosciuto, senza chiederti niente a parte il nome. Vedo persone che non pretendono che tu parli la loro lingua alla perfezione, ma ti aiutano se sbagli. 
Vedo una vita che costa meno, non molto meno, ma comunque se vai a fare la spesa non rischi di spendere 20 euro per tre cose. Vedo che tutti si sentono Alonso al volante, ma senza fare incidenti (o meglio, se ci sono non li ho visti). Vedo tanti ragazzi con una cultura smisurata, anche se bevono fino a perdere i sensi. 
Vedo una città che valorizza la cultura e che non va a spendere miliardi di euro per una linea di tram che non avrà mai vita. Vedo una città pulita, dove se ti capita di passare vicino ad un cassonetto dell'immondizia non ti devi coprire il naso per la puzza. 
Vedo tante cose...ma in fondo, sono solo una turista! 
Ma quello che vedo mi piace!

mercoledì 6 giugno 2012

Questa è la mia terra

‎[Tratto da: Il Resto del Carlino] 

L'Emilia è quel pezzo di terra voluto da Dio per permettere agli uomini di costruire la Ferrari. Gli Emiliani sono così. Devono fare una macchina? Loro ti fanno una Ferrari, una Maserati e una Lamborghini. Devono fare una moto? Loro costruiscono una Ducati. Devono fare un formaggio? Loro si inventano il Parmigiano Reggiano. Devono fare due spaghetti? Loro mettono in piedi la Barilla. Devono farti un caffè? Loro ti fanno la Saeco. Devono trovare qualcuno che scriva canzonette? Loro ti fanno nascere gente come Dalla, Morandi, Ligabue. Devono farti una siringa? Loro ti tirano su un'azienda biomedicale. Devono fare 4 piastrelle? Loro se ne escono con delle maioliche. Sono come i giapponesi,non si fermano, non si stancano,e se devono fare una cosa, a loro piace farla bene e bella, ed utile a tutti... 
Ci saranno pietre da raccogliere dopo un terremoto? Loro alla fine faranno cattedrali.

Io aggiungerei: siamo la patria di tanti personaggi famosi, di registi che sono entrati nella storia del cinema italiano, di scrittori che hanno reso la nostra letteratura immortale, e anche di politici a cui piace fregarci i soldi (ma questa è un'altra storia). Siamo stati etruschi, la culla dell'Italia prima dell'impero Romano. Quando nella nostra terra c'erano i tedeschi che ammazzavano la povera gente di paese, un pugno di partigiani si batteva con le unghie e con i denti sulla linea Gotica, aspettando gli americani. 
Nonostante ciò che è successo nella nostra storia, nonostante questi terremoti ci stiano mettendo in ginocchio, noi ci siamo tirati su le maniche, abbiamo rialzato la testa e stiamo combattendo. Perchè noi emiliani-romagnoli siamo così: pronti a tutto.
Ed è per questo che io sono fiera di dire: questa è la mia terra!


martedì 29 maggio 2012

Puoi spezzare la nostra terra, ma non il nostro coraggio!

Questo non è un post con una recensione, una lagna o chissà che altro. Questo è un grido di aiuto per tutti coloro che stanno vivendo questi ultimi giorni di terremoto con il terrore, per quei poveri sfollati che non hanno più una casa, per chi ha perso la vita. Non ho mai nascosto a nessuno di essere bolognese, senza mai vergognarmene. Ho tanti cari amici qui, e anche nelle zone più colpite dal terremoto. Ed è in situazioni di questo genere che non posso starmene con le mani in mano...io qui ci vivo, porca miseria!

Cercate di diffondere il più possibili queste informazioni che scriverò di seguito. Per favore...è importante!

ELENCO degli ALLOGGI messi a disposizione finora:


(Aggiornamento 8/03/13: Per motivi di privacy ho cancellato i numeri di telefono)


BOLOGNA:
punto di raccolta per sfollati via Turati 25/b _ info

Residence Casa Temporanea (BO) offre alloggi gratuiti agli sfollati del terremoto in Emilia, tel

Fattoria i Piani _ Via Merlino 1025, Savigno (BO) tel  disponibile ad ospitare roulotte

Don Alberto _ Via Funo 14, Argelato (BO) tel

RAVENNA:
Hotel Diana _ Via Girolamo Rossi 47 Ravenna tel
Holiday Inn _ Via Enrico Mattei 25 Ravenna tel
Hotel Commodore _ Via Lungomare Deledda 126 Cervia (RA) tel
Hotel Perla Verde _ Viale 2 Giugno 144 Milano Marittima (RA) tel
Hotel President _ Via Irpinia 16 Cervia (RA) tel

S.AGOSTINO (RA):
Palazzetto dello Sport allestito dalla Protezione Civile

FINALE EMILIA (MO):
Palestra Istituto Morandi 200 posti letto

CAMPAGNOLA EMILIA (RE):
Hotel Sporting _ Via Girolamo Fontanesi 2 tel 


FERRARA:
Hotel Astra _ Viale Cavour 55 tel

Per offrire disponibilità di STRUTTURE:
Carabinieri di Finale Emilia tel

Vigili Mirandola tel

Municipale di Finale Emilia tel 


Se avete alberghi, B&B, case private e avete posti letto da mettere a disposizione segnalatelo a: turismoemiliaromagna@gmail.com

Qui di seguito i numeri verdi da contattare in caso di emergenza:

FERRARA:
MODENA:
MIRANDOLA:
SAN FELICE SUL PANARO:
CENTO:


Ultimo, ma non meno importante, vi segnalo una petizione online creata dal Popolo Viola. Invece di spendere non so quanti miliardi per la parata militare del 2 giugno, date questi miliardi a noi terremotati. La petizione la trovate QUI

Dateci una mano perchè siamo in ginocchio!

venerdì 25 maggio 2012

Situazioni paradossali (1)

Quando mi capitano cose del genere mi viene sempre da pensare: ma la gente ci fa o ci è? Probabile che il mio senso della realtà sia un pò alterato, mi piace rifugiarmi nel mio mondo quando vedo che la realtà fa schifo. Però sono situazioni abbastanza rare che mi portano a questi estremi rimedi. 
Ma ci sono delle volte in cui vorrei ficcare la testa nella sabbia come uno struzzo e uscirne soltanto quando non ho più nessuno attorno a me. Oggi mi è capitata una di queste situazioni paradossali, che non ha fatto altro che peggiorare ulteriormente la mia fiducia nell'umanità, che di per sé è già ad un livello -0.

Dal tabaccaio: entro, c'è un tizio davanti a me. C'è sempre gente lì, perlopiù vecchietti che si sputtanano tutta la loro pensione con i gratta-e-vinci/enalotto/sanculotto/santa-polenta/gran-miliardario-culone eccetera. Il tizio davanti a me non fa eccezione, ovviamente. Non era un ragazzotto della mia età, di quelli vestiti da straccioni, con i jeans stracciati, le scarpe da tennis e una maglietta di Angry Birds. Era ben vestito: pantaloni eleganti, camicia, cravatta, capelli ben curati e profumo di dopobarba. Uno che potrebbe quasi passare per insospettabile, insomma. 
Lui paga, si gira, a momenti mi sbatte contro. Momento imbarazzante in cui mi guarda negli occhi, senza neanche chiedermi scusa per avermi quasi investita. Poi, il momento culminante. Mi mette una mano sulla spalla e mi dice "in bocca al lupo". Segue un altro momento imbarazzante in cui rimango lì ferma, soldi per le sigarette in mano e un espressione indecifrabile in volto. Alzo gli occhi, guardo M. il tabaccaio e lui mi dice: "Ma parlava a me o a te?", "Boh?" rispondo io, "In situazioni del genere te annuisci e vedrai che non sbaglierai mai" la mia solita frase ad effetto, in questo caso ci stava. M. mi guarda e mi fa "Hai ragione!". Trollface da parte mia. Mi avvicino al banco, prendo le sigarette e me ne vado al bar a prendere un caffè e a leggere il giornale, come i vecchietti. 

Ho perso fiducia nell'umanità...ora il livello è sceso a -1.
Che amarezza!

giovedì 26 aprile 2012

Vorrei...

Vorrei svegliarmi la mattina e non avere le occhiaie, dopo una notte passata sui libri a studiare. 
Vorrei continuare a studiare finchè posso, per ovviare l'inevitabile scontro con un lavoro non retribuito, o che non arriverà mai. 
Vorrei smettere di fare lavori non pagati. Li chiamano "stage", che è un modo carino per dire "ti stiamo sfruttando fino a che non sputi sangue". 
Vorrei continuare a lavorare nei film festival, ma non come volontaria.
Vorrei che la gente la smettesse di prendermi per un dizionario umano solo perchè sono traduttrice.
Vorrei svegliarmi la mattina e scoprire che non sono più a carico dei miei genitori, che si sfiancano per pagarmi l'università, i libri, l'erasmus, le uscite con gli amici, il cibo, i vestiti ecc.
Vorrei essere pagata per una traduzione su cui passo giorni interi, non 50 euro sottobanco e un calcio in culo.
Vorrei non dover lavorare fino a 90 anni. 
Vorrei prendere la pensione, e avere abbastanza tempo per godermela. 
Vorrei arrivare a fine mese con uno stipendio. 
Vorrei che tutti attorno a me fossero felici, anche quelli che non considero amici.
Vorrei che lo stato non si succhiasse tutte le mie tasse, solo perchè sono onesta.
Vorrei innamorarmi, ma non di uno stronzo.
Vorrei avere la forza di fare le valige e scappare via.
Vorrei smettere di lamentarmi.
Vorrei sognare un futuro diverso.
Vorrei tante cose...
Ma qui non le posso realizzare.

lunedì 9 aprile 2012

Down with love


C’è chi dice che essere innamorati è la sensazione più bella di questo mondo. Ed avere qualcuno che metterebbe a rischio la propria vita solo per salvare la tua è la più grande felicità che si possa provare. Non sono d’accordo. Non prendetemi per cinica, pessimista o vattelappesca. L’amore che molti di noi sognano, non esiste. Quell’amore che non ha lati negativi, che sconvolge una vita e che ti fa entrare in uno stato di grazia assoluta è soltanto una finzione. Perché dico questo? Perché io guardo molti film, leggo tanti libri ed è solo lì che ho trovato questo tipo di amore. Siamo stati condizionati a tal punto da credere che l’amore sia così come appare nei film o nei libri.
Statisticamente parlando, quante possibilità ci sono che tu riesca a trovare una persona che ti ama per ciò che hai dentro e non per il tuo aspetto, che ti renda felice, che non ti tradisca mai eccetera eccetera? Una su un milione? Forse anche meno, non sono molto brava in matematica. Comunque ci sono pochissime possibilità. E anche se riuscissi ad avere una botta di culo stratosferica e trovare una persona con la quale stai bene, che ami, che ti ricambia e non ti fa le corna, quanto potrebbe durare questa storia, prima che succeda un inevitabile patatrac? Dipende…può essere poco tempo o tanto o troppo.
Poi…ma una storia d’amore che non abbia nemmeno un piccolo lato negativo esiste davvero? Due fidanzati che non litigano e che stanno sempre a fare pucci pucci li abbiamo visti solo nei film. Parliamoci chiaro: se l’amore fosse come quello che vediamo nei film, sarebbe anche noioso no? Vi immaginate due persone che si incontrano, si innamorano e passano la loro vita insieme felici e contenti…ma che noia! La bella Cenerentola, con il suo bel principe che non dice mai una parola e passa la sua vita ad infilarle le scarpe che lei perde sempre per le scale…ma per favore!! L’amore vero, quello che esiste nella vita reale, non ha quasi mai un lieto fine! E anche ciò che appare un lieto fine, si rivela essere l’ennesimo capitombolo, alla fine.
Però io non dico questo basandomi solo su mie supposizioni. A me piace osservare, spesso senza dire niente, e riflettere su ciò che ho visto. Nonostante la mia indole sociopatica passo del tempo con alcuni amici fidati. Molte mie amiche hanno/hanno avuto/sono alla ricerca di un ragazzo (o boyfriend, chiamatelo un po’ come vi pare). Una a una le ho viste mettersi insieme a ragazzi, che per carità…bravissimi, simpaticissimi ecc, e mollarsi con la velocità di una ventata d’aria fritta. Le ragioni? Litigi pesanti, corna varie, gente che non si fida, amici che fanno la spia e compagnia bella (l’elenco è troppo lungo). Molte mie amiche sono uscite da storie, durate anche anni, letteralmente distrutte. E io, impavida silenziosa osservatrice, vengo interpellata ogni qualvolta si tratta di dare consigli amorosi, come se avessi una saggezza infinita in tale campo. No, non sono un’esperta in fatto di amore e di storie d’amore, e ammetto che l’ultimo ragazzo che ho avuto non era proprio un fidanzato (vedi la voce “trombamico” nel dizionario), ma quello che vedo tutti i giorni mi basta e mi avanza per avere una conoscenza smodata di fatti amorosi/storie che non vanno ecc.
Gli unici consigli che posso dare alle povere amiche che si vedono il loro idillio amoroso capitolare si basano su miei personali ragionamenti logici e razionali. Sono ben consapevole che quando si tratta di cose del genere la razionalità ha poca voce in capitolo, ma non ci posso fare niente…per me non ragionare di logica è come morire per asfissia. Forse dico queste cose perché non mi sono mai innamorata? No, non credo…io mi innamoro tutti i giorni. Ma l’oggetto del mio innamoramento non è una persona, bensì una miriade di cose: mi innamoro del cielo stellato, di un assolo di chitarra, del vento che mi scompiglia i capelli, di una sensazione di pace interiore…è amore anche quello, solo in forma differente.
E quando poi arrivano le amiche, le stesse che vengono brutalmente scaricate da uomini cretini/che scaricano uomini non degni della loro attenzione, mi vengono a dire “Oh, ma te quando te lo trovi un ragazzo? Ti devi sistemare, ragazza!”, io rispondo con un secco “Mai!”. Perché se devo trovarmi un ragazzo che poi mi fa stare male, compromettendo il mio cervello, la mia mente razionale e la mia capacità di ragionare da persona adulta, meglio starmene da sola ed innamorarmi delle sensazioni di una amore che non potrò mai assaporare.
Magari un giorno arriverà, ma fino ad allora…
AMORE? NO GRAZIE! 

mercoledì 14 marzo 2012

Il momento è catartico

Avete presente quei momenti in cui, al caldo del tuo lettuccio, pronto ad addormentarti, chiudi gli occhi e...cominciano a balenarti davanti immagini strambe. Quelle forme indistinguibili, che non sai se sono animali, cose o persone che conosci. Non gli sai nemmeno dare un colore da tanto sono confuse. Sono solo forme "sparaflashose" (per usare il linguaggio di Men in Black) che ti ritrovi in testa e non sai come diavolo ci sono finite. L'altro giorno devo aver scorto un incrocio tra un uomo e un gatto, oppure era un gatto-cane? Non lo so...
Sta di fatto che alla fine ci ho messo almeno tre quarti d'ora prima di prendere sonno. Perchè, sebbene avessi un gran sonno, quelle forme sparaflashose non mi lasciavano in pace. 
Come quando sognai che dovevo fare un trapianto di cuore, e mi doveva operare il Dottor House (ma perchè lui?? Non poteva essere uno di quei gnocconi di Grey's anatomy?), solo che al posto del cuore mi ci ha messo una cipolla. Avete presente quelle belle rosse e panciute? Sì proprio quelle! Se la portava in giro in una bacinella tipo lettiera del gatto e la sbatacchiava a destra e a manca. Ovviamente, dopo avergli fatto fare un giro a 360 gradi nella bacinella, la povera cipolla stava perdendo gli strati, ma lui...fermo e impassibile. "Si faccia il trapianto!", disse lui. "Ma dottor House, quella è una cipolla!!", risposi io dal tavolo operatorio. "Quindi?", rispose lui. "Quindi cosa???", dissi io. 
Non ricordo altro (fortunatamente), credo di essermi svegliata proprio in quel momento, tastandomi il petto per controllare che il cuore ci fosse ancora. Credo di non aver toccato una cipolla per almeno un mese. 
Forse è davvero il caso di fare uno squillo alla neuro. Credo di aver accumulato un pò troppa segatura nel cervello...è ora di drenarla. Perchè quando si arriva a parlare di sogni strani riguardanti medici/sale operatorie/dottori pazzi, il prossimo passo è discutere della consistenza delle proprie...evacuazioni, come fanno le nonnette sedute sulle panchine dei parchi a sferruzzare (ma non lo puoi fare a casa, comodamente seduta in terrazzo?). Vi assicuro che qui a Bologna se ne vedono in giro tante, e alla fine le loro conversazioni sono più o meno così:
"Sa signora, ieri sono andata dal dutàur (dottore). Dice che c'ho da fare il clistere"
"Ah non me ne parli signora! L'altra settimana l'ho fatto anche io. Boia che mèl (male) che m'ha fatt!"
O parlano di dottori, o parlano di figli, o parlano di nipotini...il succo è quello!

Dopo questo sproloquio (nel vero senso della parola), me ne torno al mio hacking sul computer, almeno faccio qualcosa di utile. Domani chiamo i miei amici della neuro, che è tanto che non mi vedono.

lunedì 12 marzo 2012

The Artist

Cominciamo la nostra luuuunga serie di recensioni. E quale modo migliore di iniziare se non con questo capolavoro di film. Premetto che non me ne importa molto se questo film ha vinto agli Oscar o ha vinto chissà quale altro premio, io me lo sono visto perchè mi interessava e perchè (ovviamente) macino un film dietro l'altro. Premetto anche che io ho un grandissimo debole per i film muti...nel caso non lo sapeste: "The artist" è un film muto, e per giunta in bianco e nero. Quando l'ho scoperto avevo la bocca come una carpa. Di solito non leggo le recensioni, quindi sono partita completamente "a secco", nel senso che non sapevo niente di trama, attori, paese d'origine etc. Quando è finito sono uscita dal cinema con un sorriso a 32 denti. Dire che questo film è stupendo è essere ancora a metà del dire. 
Partiamo dalla storia, che di per sè non è niente di nuovo. Mi ha ricordato molto "Cantando sotto la pioggia", ma in chiave meno divertente. Siamo ad Hollywood nel 1927, data storica per il cinema: l'avvento del sonoro. George Valentin (Jean Dujardin) è un divo del muto. Un giorno, dopo la premiere di un suo film, viene fotografato assieme ad una ragazza, Peppy Miller. Il giorno dopo la loro foto viene messa sulla prima pagina di Variety. La ragazza coglie al volo questo successo inaspettato e si fionda agli studios, dove viene ingaggiata come comparsa. Lì incontra nuovamente Valentin e tra i due nasce qualcosa (amore? Forse no, ma attrazione di sicuro). Nel frattempo arriva il sonoro e Valentin, come Charlie Chaplin, si rifiuta di recitare con la propria voce e produce il suo nuovo film muto (che ovviamente è un flop). Peppy Miller intanto diventa sempre più famosa. Ha quindi inizio la lenta ed inesorabile discesa del nostro protagonista: sempre più depresso, sempre più in bancarotta (c'è di mezzo anche la crisi del '29). Non racconto l'epilogo, ma è quantomai immaginabile come finisce. Magistrale interpretazione di Jean Dujardin, che riesce ad esprimere con lo sguardo e la mimica facciale ciò che un attore di adesso esprimerebbe a parole. Magari ce ne fossero altri come lui! Bravissimi anche Bérénice Bejo (Peppy Miller) e James Cromwell. 
Al di là della storia, ciò che mi ha colpito di più è l'idea di base di questo film. Ok, io sono di parte e ho sempre ammirato quei registi capaci di fare film così coraggiosi (Moulin Rouge in primis, che è e resterà sempre il mio film preferito). Ci vuole davvero un amore smodato per il cinema per fare un film così! Solo con questi tipo di film ci si rende conto che il cinema non è stato schiacciato sotto il peso della crisi e della pirateria...il cinema è ancora vivo e ha ancora tanto da dare e da insegnare. "The Artist" è un omaggio al cinema dei tempi andati, delle grandi glorie del muto come Howard Hawks, Charlie Chaplin e Buster Keaton, ma con qualcosa in più: quel groppo allo stomaco che ti può provocare solo un film contemporaneo, quello che ti fa immedesimare con i personaggi, che ti fa piangere con loro, che ti fa arrabbiare. 
In poche parole...
The Artist: il divertimento di un film muto, l'emozione di un film moderno.

Questo non è un post...è mezzo post

Studentessa sull'orlo di una crisi di nervi! Non solo ho passato una settimana sull'infernale andante a livello di studio, con conseguente rischio di addormentamento durante i corsi, ma...sul piano sociale ho raggiunto il livello suora di clausura 2.0. Con i soli film come distrazione tiro avanti, giorno dopo giorno. 
Fortunatamente mi si prospetta una settimana un pò più tranquilla...niente corsi, solo (ahimè) studio. E naturalmente...pera infinita di film, italiani e non. 
Presto posterò le recensioni dei seguenti film: 
The artist ---> Recensione
This must be the place ---> Recensione
La ragazza del lago 
The help (se riesco a vederlo)
The social network 
Una separazione 
La doppia ora

Da notare che tre dei film sopracitati sono di produzione italiana. Chi mi conosce sa che sono una fan del cinema straniero e, sebbene apprezzi alcuni film italiani, non mi considero una grande fan di essi...fino al giorno in cui ho finalmente deciso di smettere di fare la razzista e di guardarmi qualcosa. Per ora il risultato è più che soddisfacente, ho scoperto i capolavori di Sorrentino e di quel grandissimo attore che è Toni Servillo. Ma soprattutto, sto cominciando a guardare con "occhio diverso" le opere prime di registi italiani, molti dei quali rastrellano una vagonata di premi a Cannes/Venezia/Berlino. 
Detto ciò, mi accingo ad andarmene a letto, a smettere di rompervi le scatole con questi miei sproloqui e a immaginarmi quanti altri film mi potrò gustare.

mercoledì 29 febbraio 2012

#freerossellaurru - Blogging Day

Non ci saranno parole in questo post, eccetto queste che sto scrivendo ora. Solo un grido:

LIBERATE ROSSELLA!! LIBERATELI TUTTI!!


sabato 25 febbraio 2012

Appello a tutti i blogger: BLOGGIN DAY PER ROSSELLA URRU

Copio e incollo un post scritto dalla mia amica blogger Sabrina Ancarola:



Realizziamo un blogging day* per Rossella Urru il 29 febbraio 2012 




Questo è l'appello di Donne Viola:


Ci sono persone straordinarie che non fanno niente per essere notate e con grande cuore donano la vita agli altri. 
Manteniamo viva l'attenzione su Rossella Urru, 
i media non lo fanno, facciamolo noi.


*Il Blogging Day è un giorno in cui un gruppo di blogger decide di parlare di un unico argomento. Allo scopo di sensibilizzare quante più persone possibili e di far parlare anche i media del rapimento di Rossella Urru, il 29 febbraio i blogger dedicheranno il proprio post a questo argomento. Per contribuire alla conversazione sui social network usiamo l'hashtag #freerossella.

Chiunque voglia aderire a questo blogging day può farlo in questo post, scrivendo nei commenti nome e indirizzo del proprio blog. Forza ragazzi! Questo è davvero importante!

venerdì 24 febbraio 2012

Age of Memes

Ormai fanno parte della nostra quotidianità informatica. Se non sapete cosa sono i meme allora avete vissuto su Marte negli ultimi anni. E visto che io non ho vissuto su Marte ultimamente ho raccolto alcuni dei meme più popolari per mostrarvi qualche momento della mia giornata, situazioni paradossali di cui sono testimone eccetera eccetera...
Andiamo a cominciare!

Situazione numero 1: Quando gioco a Tekken e non riesco a finire il bastardissimo ultimo livello. Prova e riprova almeno 5 volte. Quando, per la sesta volta, il bastardissimo nemico mi mette KO...
*Questo tipo di situazione include anche tutte le altre situazioni in cui, letteralmente, mi incazzo come una bestia, gridando come un'ossessa ai quattro venti facendo tremare il mio palazzo.*


Situazione numero 2: Quando riesco a fare un riff come dio comanda con la chitarra, sudando diciotto camice per non sbagliare neanche di mezzo tono, per stare a tempo e non farmi scivolare le dita. Sentendomi Jimi Hendrix in persona vado su YouTube e scopro che lo stesso riff lo sa fare un ragazzino asiatico della metà dei miei anni, con un'espressione talmente rilassata in viso che pare che il riff che sta eseguendo sia l'ultima delle cavolate. Allora...


Situazione numero 3: Quando guardo la televisione, mangiando tranquillamente i miei cereali. Capito su canali dove trasmettono solo tette e culi (e non parlo di canali porno...purtroppo) o dove il livello culturale è talmente basso che grida "AIUTOOO!". Oppure quando qualcuno parla bimbominkiese, che è un altro modo per dire "non sto capendo una mazza di quello che dici", e io che sono una traduttrice e ascolto un tale scempio...


Situazione numero 4: Quando sono in ritardo per una lezione e comincio a correre come Bolt per prendere l'autobus. Ma mentre sto per attraversare la strada me lo vedo arrivare. Sbracciandomi come una nuotatrice e correndo ancora più veloce, rischiando di farmi investire, arrivo al bus. E l'autista si ferma e mi apre le portiere per farmi salire...
*Ci tengo a precisare che questo è un evento eccezionale quanto la neve verde, la maggior parte delle volte l'autista mi guarda in faccia e tira di lungo*



Situazione numero 5: Quando mi capita di incontrare gente talmente stupida che al confronto la Cipriani è un premio Nobel. Si parla di cose stupide e dalla mia bocca partono frecciate di sarcasmo alla dottor House. E naturalmente lo stupido interlocutore non capisce e si mette a ridere, credendo che io abbia raccontato una barzelletta. Al momento di congedarsi, quando giro l'angolo per andare via sulla mia faccia c'è questo...


Situazione numero 6: Quando ho un esame tre settimane dopo e, per grazia ricevuta, sono riuscita a recuperare un testo introvabilissimo richiesto dal professore. Libro di 600 pagine che pesa 20 chili, da leggere da cima a fondo, note comprese. Guardando compulsivamente il programma d'esame e leggendo il primo capitolo non capendo una beneamata sega, mi pongo l'obiettivo: riuscire a leggere un tomo incomprensibile da 600 pagine in tre settimane...


Situazione numero 7: Quando vado al ristorante cinese a prendermi il take-away, solo per me. Entro e prendo il menu. Ordino, solo per me. Il gestore, che mi conosce e sa che quasi tutte le volte ordino sia per me che per i miei genitori, mi chiede: "Mangi da sola oggi? Non ci sono i tuoi genitori?".
Alzo la testa dal menu, lo guardo e rispondo: "No, i miei sono fuori a cena". Arrivo a casa, appoggio la cena e...


Situazione numero 8: Quando fuori c'è un sole che spacca le pietre, ma è ancora inverno. Prendo la giacca e faccio per uscire, quando mia madre mi ferma e mi mette in mano la sciarpa. "Mettitela che anche se c'è il sole fa freddo lo stesso". Io rispondo: "Ma no che non fa freddo! Guarda, c'è il sole". Mia madre risponde "Tu prendila!". Me la ficco in tasca e...
*Conseguenza di questa situazione: non mi sono messa la sciarpa, ho preso freddo e il giorno dopo ho un mal di gola allucinante e non riesco a mettere una parola dietro l'altra*


E qui si conclude "La mia vita in un meme", starring Doc_Charlie nella parte di se stessa, regia di Doc_Charlie, che non aveva un cavolo da fare che scrivere tali stupidate. 

giovedì 23 febbraio 2012

VOTE!

Una mia cara amica su Twitter mi ha appena chiesto di spargere sui muri del mondo informatico questa foto. Non so quanti di voi seguono Bones, a me piace molto. Questa immagine concorre per un contest, insieme a non so quante altre. 
Vorrei chiedervi di andare su questo link e di votare questa foto. Io sono di parte quindi non esprimo giudizi (BRAVAAAAA!!!).

Mentre la Sil mi fa una statua io mi limito a chiedervi di votare e a ricordarvi che per votare bastano 2 semplici click: 
Primo click: apre il link postato qui sopra
Secondo click: voto alla foto
Volendo possiamo aggiungere anche un terzo click: quello per chiudere la pagina. 
Detto ciò...VOTATE altrimenti la Doc vi viene a cercare con la sua siringa avvelenata!

Huston! Abbiamo un problema!

Ed è un problema serio, ma molto serio! Perchè qui, nella nostra cara e democraticissima (sigh!) Italia nessuno va più al cinema! E non è un caso che dica NESSUNO...più avanti capirete perchè. Ok ok, da studentessa del Dams sono di parte e per me il cinema (e non solo) è sacro, però mica sono così di parte...
Questa lampadina di Archimede mi si è accesa l'altro giorno, quando è venuto al Dams un certo signor produttore a tenere la prima lezione di laboratorio audiovisivo. Naturalmente non chiedetemi chi è, perchè non ve lo posso dire. 
Dopo averci fatto parecchie domande, alcune a mio parere un pò insensate, questo signore ha cominciato a spiegare in cosa consiste il lavoro di produttore. Fin qui tutto ok: normale lezione accademica, gente che interviene e chiede cose, il professore che risponde e compagnia bella.
Ma dopo due ore e passa, che stranamente non ho avvertito, ha cominciato a fare qualche sondaggio, "così, per farmi un'idea" ha detto. Ha preso il suo telefono ed è andato su internet a cercare i film più visti da Natale fino ad oggi, ponendo un particolare accento sui film italiani (e non solo opere prime). In una classe di 35 studenti del Dams cinema, che a rigor di logica dovrebbero passare metà della loro vita nelle buie sale cinematografiche a gustarsi pellicole di ogni genere, di ogni quando e di ogni dove, solo pochissimi vanno al cinema a vedere film di produzione italiana. Al che il nostro signor produttore ha dato una sonorissima strigliata a tutti noi perchè "per cinema italiano non si intende il cinepanettone, ma ben altro! E voi studenti del Dams lo dovreste sapere bene!" Caro signore, tu non hai ragione: hai ragionissima! Sotto la scorza dei cinepanettoni e delle commediole che fanno cassetta, ci sono film che tengono vivo il cinema italiano, ma ,per usare un francesismo, nessuno li caga. Ma non è nemmeno questo il nocciolo della questione: il vero dramma è che non si va più al cinema! 
PERCHÉ?? 

Ho avanzato diverse ipotesi, prima fra tutte internet. Parliamoci chiaro, ormai in streaming si vede il mondo intero, nonostante la recente chiusura di Megaupload e Megavideo. Tutti noi, e se non tutti molti, abbiamo scaricato un film o qualsiasi altro contenuto audiovisivo da internet. Le ragioni? Semplice...è comodo, ci si mette mediamente poco tempo e soprattutto non si paga. Se io voglio andare a vedere un film appena uscito in sala, ma fuori piove o nevica o che-cavolo-ne-so-io e io non ho mezza voglia di mettermi il cappotto e uscire, perchè farmi tanti problemi? Basta andare su internet e cercare il film che voglio vedere, piuttosto che bagnarmi fino all'osso e spendere 8 euro per il cinema. Certo, magari il film si vede un pò male e ogni tanto vedi qualcuno che passa davanti allo schermo, ma alla fine chi se ne frega! E' gratis!

Altra ipotesi. Da un pò di tempo a questa parte nelle nostre vite si sta insinuando il non dichiarato nemico dei film: la serie televisiva. E' vero...le serie tv stanno vivendo il loro periodo d'oro, ne sfornano di nuove ogni anno e il bello è che sono una più bella dell'altra. Pesate a show innovativi come House, Lost o alle superproduzioni HBO. Sono belle, fatte bene, plot innovativi e mai scontati, attori di una bravura spaventosa e (più o meno) alla portata di tutti: li vedi in televisione, comodamente seduto sul divano a trangugiare pop corn. 

Può essere che internet e le serie tv stanno portando via spettatori dal cinema? Io penso di si. Per colpa di internet (e della crisi economica) i soldi destinati alle produzioni filmiche in Italia stanno diminuendo sempre di più. Se poi pensiamo che anche "gli appassionati di cinema" come gli studenti del Dams preferiscono scaricare da internet piuttosto che spendere 8 euro (o più) per vedersi un film nuovo...

HUSTON! ABBIAMO UN PROBLEMA!

mercoledì 22 febbraio 2012

Editoriale

Non ce l'ho fatta a stare lontana dal mondo dei blog. Decisamente è più forte di me...non so, è troppo affascinante. Naturalmente vi starete chidendo: ma che C***O di fine avevi fatto??? E la risposta è semplice: sono una scimmia stupida che, per errore, ha cancellato il suo account di Google! Questo ha comportato che la sopracitata microcefala balbuziente abbia letteralmente mandato a puttane quanto segue:
- 5 anni da YouTuber professionista (nonché veterana), con ben 15 video e rispettivi commenti all'attivo, dio-solo-sa-quanti-follower e altrettante iscrizioni.
- 2591 mail (tra cui lettere d'amore segrete di George Clooney) 
- E...il mio carissimo blog, sul quale avevo riversato gran parte della mia produzione letteraria. Sono cose che lasciano il segno.


Ho cercato in tutti (e sottolineo tutti) i modi per recuperare quanto perso, ma dire che ho fatto un buco nell'acqua è dir poco. Quindi mi sono rifugiata in universi alternativi, tentando di sopprimere il dolore di tale perdita. Ho condotto una web radio per un anno, ma poco tempo fa è stata soppressa pure quella (non mi perdo in bestemmie...ho già rotto diverse matite). Ho comprato una chitarra nuova e un'amplificatore con le palle cubiche, ma niente. L'amore per il blogging non è morto. 
Quindi eccomi qui. Perlomeno ho avuto la decenza di aspettare che il dominio risultasse di nuovo disponibile prima di aprire un nuovo blog. Non dovete neanche faticare troppo per ritrovarmi...l'indirizzo è sempre quello. 


Ormai è inutile piangere sul latte versato: la maggior parte di quello che avevo scritto è andato perduto nei meandri dell'avida rete e la mia autostima può risollevarsi un poco. 
Detto ciò...ricominciamo a scrivere!