
Ed eccomi qui appena tornata dalle vacanze. Credevate fossi desaparecida, eh? E invece no. Come al solito mi mancano le idee e non so cosa scrivere. Oggi però non sono qui per raccontare le varie vicissitudini che hanno accompagnato le mie vacanze...beh quasi...una la racconterò. Ha a che fare con il film che da il titolo al post, anzi è solo su questo film. Perchè? Perchè questa "chicca" merita di essere vista, ed è quasi un dovere per me fargli un pò di pubblicità. Ammetto di averlo scoperto tardi (è uscito nelle sale quasi l'anno scorso), ma "meglio tardi che mai". E devo dire che ho provato una sorta di remoto piacere nel vedere questo film in un cinemino old style all'aperto a Numana, con le poltrone di plastica scomodissime e un cuscino sotto il sedere, con l'inconfondibile rumore del proiettore nelle orecchie e una sigaretta in mano; niente pubblicità e un breve intervallo di 10 minuti...mi mancano i vecchi cinema! Se poi il film che vedo mi piace...anche meglio: come in questo caso.
Gianni ha un lavoro: occuparsi dell'anziana madre, una donna capricciosa e un tantino opprimente. Madre e figlio vivono da soli in un fatiscente appartamento a Roma e faticano a tirare avanti, ricoperti di debiti come sono. Nel bel mezzo dell'afa estiva di metà Agosto si presenta alla loro porta l'amministratore del condominio, per riscuotere quanto gli è dovuto, ma propone a Gianni l'estinzione di tutte le spese condominiali in cambio di un favore: ospitare la madre per la notte e il successivo pranzo di ferragosto in modo che lui possa partire per le terme e raggiungere la famiglia. L'accordo non prevede però l'arrivo di una seconda signora, la zia, una simpatica anziana con qualche problema di memoria, ma l'amministratore lo convince a tenerla offrendogli del denaro. Gianni è costretto, suo malgrado, a dare asilo anche a una terza "mamma abbandonata" quando l'amico dottore, giunto per fargli una visita di controllo in seguito a un malore, gli chiede di potergliela affidare per non lasciarla sola durante il turno di notte.
Un film sulla terza età, divertente e scanzonato, che allo stesso tempo cerca di portare lo spettatore a riflettere sulla vecchiaia e sulla condizione delle persone anziane, spesso relegate negli ospizi e trascurate dalla società. Da quel che so io il regista Gianni di Gregorio(che qui è anche il protagonista) è al suo esordio, anche se si è fatto le ossa come sceneggiatore e come aiuto-regista, e le quattro "vecchiette" sono tutte attrici non professioniste. Quasi fosse un film neorealista.
Ho trascinato i miei genitori a vederlo, un pò per provare a me stessa che ho "naso" per certi film, un pò per staccarli dalle varie faccende che puntualmente ogni anno si presentano da sbrigare nella casa al mare. Spesso si rifiutano (o cercano di svicolare) di vedere o ascoltare le mie proposte, dicendomi che "non è roba per loro". Beh dopo aver visto questo film la loro reazione è stata: "Bello! Carino da matti" E poi sono io quella che non ci azzecca...


