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lunedì 13 maggio 2013

Biografilm school

Learn from the best lives


Dedicato ai giovani tra i 18 e i 25 anni

30 borse di studio a disposizione per Biografilm School 2013!


Biografilm School è il nuovo progetto di formazione rivolto a giovani dai 18 ai 25 anni nati e/o residenti a Bologna e Ravenna (e provincia) e promosso da Fondazione Del Monte e Biografilm Festival.



Biografilm School non è un master e nemmeno un’antologia di Lectio Magistralis, ma una dialettica formativa fra giovani under 25 e grandi personalità del mondo del cinema, della letteratura, della musica e della comunicazione.

Biografilm School proporrà ai propri studenti 3 percorsi formativi, i ragazzi sono liberi di seguirli tutti (consigliato) o solo 1 o 2:

Press. La redazione. Verranno approfonditi aspetti legati alla comunicazione e al giornalismo. Come funziona la redazione di un giornale e il lavoro dell'ufficio stampa cinematografico? Il Social Media Marketing: Comunicazione e Promozione. La comunicazione tradizionale: come si “cucina” un quotidiano? Gli studenti del corso potranno inoltre cimentarsi nella redazione di un daily press che racconterà il Festival, realizzato con l’aiuto dalle migliori professionalità del settore e che verrà distribuito a Bologna.

Movie. Girare sul campo. Verranno approfonditi aspetti legati al linguaggio e alla realizzazione audiovisiva. Web tv, viral, documentazione pura, promozionali, servizio giornalistico, diario di bordo: come si “video racconta” un festival? Gli studenti del corso seguiti da professionisti, realizzeranno alcune clip giornaliere che racconteranno in modo originale e curioso il festival.

Events. La creazione e l'organizzazione di un grande evento. Che cosa è un evento? L'idea, il contesto/prodotto, la logistica, l'audience. La contemporaneità con il festival, inoltre, darà modo di osservare da vicino ruoli/”uffici” e fasi d lavoro necessari alla realizzazione di un festival. Gli studenti potranno mettere in pratica quanto appreso realizzando, sotto la supervisione di professionisti, alcuni “eventi speciali” all'interno del Biografilm Festival.

Biografiilm School rappresenta un’occasione unica per chi voglia imparare un’arte, o una professione, da chi ne rappresenta l’eccellenza. Registi, autori, artisti, giornalisti e grandi protagonisti della contemporaneità ospiti di Biografilm Festival (7-17 giugno) metteranno a disposizione la loro esperienza in una serie di round table con gli studenti. Proporre modelli, non solo nozioni, questa è la mission della Biografilm School.

Come da tradizione gli ospiti della nona edizione del festival saranno figure di rilievo internazionale, per citarne solo alcune:

Ed Lachman, visionario direttore della fotografia di capolavori come "Erin Brockovich" e "Io Non Sono Qui" e figura chiave del cinema indipendente americano.

Vincent Paterson, geniale coreografo e danzatore che con i suoi passi ha contribuito al successo di Michael Jackson, Madonna e Bjork.

Giuliano Montaldo un autentico maestro del cinema italiano, protagonista del omaggio “Quattro volte venti anni” di Marco Spagnoli che vedremo al festival.

Alexandra Della Porta Rodiani, regista, scrittrice, produttrice, ha raccontato la storia e la carriera di grandi figure del mondo artistico internazionale tra cui Ornella Vanoni e Rudolf Nureyev.

Marco Baliani drammaturgo, regista e attore è uno dei migliori interpreti del nostro teatro.

e molti altri ospiti con i quali Biografilm School organizzerà interviste, incontri, o vere e proprie lezioni (di vita!) riservate ai partecipanti.

Il corso si svolgerà dal 31 maggio al 17 giugno.

Il progetto è rivolto a giovani studenti e professionisti under 25 nati e/o residenti nelle province di Bologna e Ravenna; i candidati saranno selezionati in base al curriculum vitae a insindacabile giudizio dei responsabili dell'organizzazione. La Biografilm School è rivolta ad un massimo di 30 partecipanti. Fondazione del Monte metterà a disposizione 30 borse di studio che copriranno l’intero costo della scuola, (sarà a carico dello studente solo una piccola quota di segreteria di 30 euro).

Le richieste di partecipazione devono pervenire entro sabato 25 maggio 2013, tramite iscrizione al form:

RICHIESTA DI PARTECIPAZIONE


Per i partecipanti non residenti nella città di Bologna (sede dei corso) il festival mette a disposizione dei pacchetti di ospitalità agevolati grazie al contributo del 50% messo a disposizione dall’organizzazione.
• Stanza singola in hotel**** a 20€ anziché 40€ per notte – colazione inclusa
• Posto letto in ostello a 11€ anziché 22€ per notte – colazione inclusa

mercoledì 8 maggio 2013

Walking outside (Générique)

Sta piovendo.
E io mi sto bagnando fino al midollo. Mi dovrei maledire. Ho scordato l’ombrello a casa sua. Ma non solo quello: ho lasciato lì tutta la mia vita.
Non voglio tornarci, nemmeno per riprendermi quel fottuto ombrello. Troppi ricordi riaffiorerebbero. Ricordi che fanno male quanto un pugnale nel cuore. Preferisco infradiciarmi sotto la pioggia piuttosto che mettere piede di nuovo in quel posto.
Un auto passa a gran velocità su una pozzanghera, schizzando acqua dappertutto. Ecco fatto: adesso sì che sono proprio fradicio! Fanculo tutto!
Mi scosso l’acqua dai capelli e riprendo a camminare. C’è un vecchio sotto una tettoia. Si sta preparando per suonare la tromba. Mi avvicino, ben consapevole che non potrò dargli niente: anche il mio portafoglio è in quella casa, e io non voglio andare a riprendermelo. Tutti i passanti ignorano l’uomo, ma io sono l’unico fermo sul marciapiede a guardarlo. Lui si accorge di me e mi fa cenno di avvicinarmi.
«Ragazzo, cosa fai sotto questa pioggia? Non vorrai mica buscarti un raffreddore!» mi chiede con tono paterno,
«Ho dimenticato l’ombrello» rispondo io; il mio tono di voce sfiora l’indifferenza. Ormai non m’importa più un cazzo di niente.
«Capisco. Beh, se ti va puoi stare qui con me finché non smette»
«Grazie!».
Armeggia ancora con la tromba poi mi guarda.
«Vuoi che ti suoni qualcosa in particolare?»
«Beh, ecco…non so. Faccia lei. Per me non fa nessuna differenza»
«D’accordo. Suonerò qualcosa che si addice ad una persona come te» mi dice sorridendo. E inizia a suonare.
Il mio cuore fa un balzo…
Générique!
Senza nemmeno accorgermene, lacrime sottili cominciano a rigarmi il volto. Era proprio ciò che non volevo. Dannazione! Preferirei non provare nulla.
Cazzo, cazzo, cazzo, cazzo, cazzo, cazzo, cazzo e ancora cazzo!
Il suo ricordo riaffiora alla mia mente. Le immagini si susseguono come un film in bianco e nero: tutti i momenti passati insieme, il suo viso dolce quando si svegliava, le sue labbra, la sua pelle vellutata che freme sotto il tocco delle mie mani, i suoi occhi blu cobalto, i suoi capelli morbidi, la sua risata…
Il mio cuore s’infrange in mille pezzi. Sento ancora lo stridio dei freni sull’asfalto e il suo grido lacerante: quell’incidente! Quel fottutissimo incidente! Se non fosse morto anche lui, avrei già ammazzato io quel figlio di puttana che guidava ubriaco. Spero con tutto me stesso che ora stia arrostendo a fuoco lento all’inferno. Lo spero davvero!
Générique!
Proprio la sua canzone preferita. Colonna sonora di tutti i nostri momenti insieme. Facevamo l’amore ascoltandola su quel giradischi mezzo rotto, sotto quella coperta di lana ispida, in un appartamento che ci crollava addosso. E mentre lei dormiva io scrivevo su un vecchio tavolo traballante, sotto una luce fioca, per evitare di svegliarla.
Ma adesso è finito tutto…
Vorrei tornare indietro nel tempo, ma so che non posso. Sono rimasto solo…solo con générique. Solo con quell’appartamento in rovina. Solo con quel fottuto tavolo fracassato. Solo con quelle coperte fastidiose. Solo con quel vecchio giradischi.
Il vecchio finisce di suonare e mi osserva. Un minuto? Due? Non lo so. Mi mette una mano sulla spalla, come se comprenda quanto dolore sto provando in questo momento. Non proferisce alcuna parola. Io lo guardo e sorrido. Per l’ultima volta. Perché oramai ho deciso. Fanculo a tutto e a tutti!
Mi asciugo gli occhi. Riprendo a camminare. Verso quella casa. È lì che tutto è cominciato. Ed è lì che tutto finirà.
Mentre cammino fischietto générique.

sabato 4 maggio 2013

Nightfall

Ad ogni passo sentivo le foglie secche frantumarsi sotto i miei piedi. Non vedevo a più di un centimetro dal mio naso. Davanti a me l’immenso buio della notte. Dietro di me, a qualche metro di distanza c’erano uomini con i fucili e cani al guinzaglio che mi cercavano senza sosta. 
Quella folle corsa non faceva che gravare sulla mia povera caviglia slogata. Ma purtroppo dovevo ignorarla: se mi avessero trovato, sicuramente mi avrebbero ammazzato come un cane. 
Mi fermai. Con il fiatone arrancai verso un albero, dove mi appoggiai. Tesi l’orecchio: non sentivo nient’altro che l’ululato del vento e il “uh uh” dei gufi. “forse hanno lasciato perdere” pensai. “no…non è possibile: mi seguirebbero in capo al mondo pur di uccidermi”. Il mio cuore batteva all’impazzata e le tempie mi pulsavano freneticamente. 
Alzai la testa: la luna era quasi piena. Ormai mancavano pochi giorni. La caviglia non era la sola a dolermi. Sentivo male nel profondo delle mie ossa. Ogni volta che si avvicinava la luna piena, il mio corpo mi faceva pesare ancora più stanchezza, rendendomi debolissimo, quasi incapace di alzarmi dal letto la mattina. 
Nel silenzio più assoluto, rotto solo dai rumori della notte, sentivo gli uomini che ancora mi cercavano. Poveretti! Non li biasimo per niente: chi vorrebbe avere un lupo mannaro per vicino di casa? Io stesso, se non fossi quello che sono, sarei con loro con il fucile sotto braccio. Ma io sono quello che sono, un lupo mannaro, e questo non cambierà mai fino a che vivrò. È vero: forse sono diverso da certi lupi mannari, ma la gente non mi guarda per quello che sono, si limita ad inseguirmi per ammazzarmi. 
Sentendo le loro voci avvicinarsi, mi addentrai ancora di più nella foresta, lasciando il sentiero maestro. Guidato solo dalla luce della luna trovai un angolino dove sedermi. Iniziai a massaggiarmi quella povera caviglia e alzai di nuovo la testa: la luna mi stava guardando sogghignando? O stava semplicemente sorridendo? Maledetta luna voltagabbana! Proprio tu che mi rendi un mostro ora mi fai da guida per la salvezza? 
Improvvisamente qualcosa si mosse dietro di me ed io iniziai a sudare freddo: “non è possibile che mi abbiano trovato!”. Lentamente mi voltai. Feci il giro del tronco e tutto quello che riuscii a trovare era un rametto secco. “Ma allora cos’era quel rumore?” non feci in tempo a darmi una risposta quando sentii un forte colpo alla schiena. 
Come al rallentatore, il mio corpo cadde piano e dolcemente. Alzai per l’ultima volta gli occhi e osservai la luna: “non ti smentisci mai, maledetta!”. 
E poi fu il buio.

Situazioni paradossali (2) con morale

Riprendo un mio vecchio post (del precedente blog), o meglio, cerco di ricordare a grandi linee quello che avevo scritto. Ennesima situazione paradossale, accaduta diversi fa, quando avevo (credo) 20 o 21 anni (booooh? Si vede che sto invecchiando!).

Narra la storia della prode Charlie, anima dallo stomaco senza fondo, in grado di spazzolarsi un intero barattolo (grande) di cipolle in agrodolce senza fatica, trangugiando la sua birra alla spina, trattenendo i rutti a fatica. Un giorno però accadde l'ineluttabile: la prode Charlie fu vittima di una cipolla di troppo...e patatrac! Tutto si svolse nella notte che precedette il giorno in cui la Charlie, al seguito della mutter e del papipapi, si sarebbe recata a votare. Mentre la nostra povera anima sventurata si beava tra le braccia di Morfeo, nei suoi sogni irruppe un certo (signor?) politico. La poveretta si vide quest'ombra, che torreggiava in fondo al suo letto, si stropicciò gli occhi e cercò di mettere a fuoco la sinistra figura: beh, più che figura era un figurino...manco arrivava a metà della porta. Tutto d'un tratto il proprietario della sinistra figur(ina) parlò: "Mi consenta di svegliarla. Lei deve andare a votare!". Era proprio lui! Silviettino! La prode Charlie sopporta tante cose, ma se c'è una cosa che proprio non manda giù è l'essere svegliata. Scuotendosi dagli occhi gli ultimi brandelli di sonno si rizzò sulle braccia e cominciò ad inveire contro quel nano invasato: "Senti un pò, ottavo nano! Non me ne frega un beneamato se soffri di complessi d'inferiorità, IO NON SONO MINORENNE! Ora fammi il grande piacere di fare il galantuomo e lasciar dormire questa donzella. Sciò!"
Alla parola "sciò" la prode Charlie si destò dal suo incubo, bestemmiando come uno scaricatore di porto, scatenando le ire funeste della mutter e del papipapi.
Il giorno dopo, il fatidico giorno del voto, la nostra sventurata eroina fu svegliata dal papipapi con la sua solita grazie d'elefante, piombando in camera gridando: "Svegliati!! Non è possibile che tu dorma fino alle dieci!". Senza prendersi la briga di discutere la Charlie uscì dal suo bozzo di coperte con delle borse di Vuitton al posto delle occhiaie. Dopo essersi rifocillata con un barile di caffè la prode (ma sfigata) condottiera si vestì borbottando un misto di insulti ed incantesimi potteriani. Dopo di che la FF (Famigliola Felice) si diresse verso il seggio elettorale nella scuola elementare. Appena varcato il cancello la fu-prode-ora-sfigata prode cavaliera avvertì una brezza gelida insinuarsi proprio in quella maledetta fessura che si era formata tra la sciarpa e il colletto della maglia. Consideriamo che, nonostante fosse aprile inoltrato, c'era un sole che spaccava le pietre; come conseguenza la nostra condottiera aveva ben pensato "A che cavolo mi serve coprirmi? C'è il sole! Una sciarpina leggera e via". Mai considerazione fu più errata. Nel breve tragitto che separava la FF dal seggio, la nostra sfigata aveva già raggiunto livelli raffreddorifici da doppio "BABBA BIA!". Una volta arrivati alla scuola aveva già cominciato a sollevare nuvole di polvere a forza di starnuti. "Tutto bene? Hai il raffreddore?" chiede la mutter, "No no. E' che mi va di esprimermi a starnuti"...l'aria sarcastica che aleggiava non si riusciva a tagliare nemmeno con i coltelli dello Chef Tony. Una volta entrata nella cabina del seggio la prode ma sfigata e raffreddata cavaliera impavida molla uno starnuto che fa volare la bellezza di 3 schede di voto, con conseguente terremoto che fa tremare non solo la cabina, ma anche mezza scuola. "E che caaaaaaETCI'!!", povera anima!
Inutile dire che una volta uscita fuori ella notò che tutto il mondo si era girato, guardando male la poverella, il cui naso ormai stava raggiungendo le dimensioni di un pomodoro ben maturo, rosso e panciuto. "Ghe gosa c'è? Bai sendido qualguno gon il raffreddore?", sbraitò la Charlie, ormai in preda ai deliri raffreddorifici, forse anche quasi febbrili. Curiosamente neanche la mutter o il papipapi avevano evitato di guardar male la prode condottiera...anche se ormai di prode aveva solo il naso, il suo coraggio leonesco era ormai andato a farsi una vacanza ad Hololulu con Mago Merlino ed ora sul petto della sua proprietaria c'era un cartello con scritto "Chiuso per mancanza di autostima". Per tutto il tragitto del ritorno la cavaliera senza macchia e con un raffreddore della madonna aveva continuato a starnutire e bestemmiare ogni cinque passi. La Madonna di San Luca si affacciò alla finestra della basilica e gridò "Ma oooooh! Sto cercando di far dormire il bambinello!". Varcata la soglie della dimora della FF la ex-coraggiosa condottiera si buttò per terra, baciando il pavimento polveroso e ingoiando qualche nuvoletta di polvere. Nel giro di tre nanosecondi si ritrovò a letto con una febbre da cavallo.

MORALE: Votare nuoce gravemente alla salute. E vista la situazione forse sarebbe stato meglio non andarci, sia adesso, che allora.

mercoledì 17 aprile 2013

Da piccola...

Da piccola credevo che l'apribottiglie fosse uno strano omino con le braccia che andavano solo su e giù.
Da piccola feci il lanciatore di coltelli con le freccette a ventosa, usando la mia migliore amica come manichino contro il muro.
Da piccola mi feci regalare una chitarra giocattolo, credendo che fosse vera. Per quanto abbia cercato di accordarla era sempre scordatissima.
Da piccola, quando mi portavano al supermercato, passavo estasiata davanti ai giochi da maschi, ma inorridivo davanti alle barbie.
Da piccola giocavo a Super Mario Bros su un vecchio Nintendo ereditato.
Da piccola quando mi mancava la mamma mio padre mi buttava sul letto e tirava giù tutti i pupazzi dalla mensola sopra la mia testa, facendo la "pioggia di pupazzi".
Da piccola mio nonno mi insegnò a suonare "Fiorin Fiorello"  e "Pippo non lo sa" sul pianoforte di casa sua.
Da piccola salivo sugli alberi fuori casa e mangiavo prugne fino a scoppiare.
Da piccola mia madre per quattro anni mi ha detto di avere 36 anni, poi ho imparato a fare i conti.
Da piccola se mi ragalavano un libro ero al settimo cielo.
Da piccola volevo fare la pittrice...la realtà è che disegno da far schifo.
Da piccola i miei genitori mi hanno tirata su a Pink Floyd, Beatles, Lucio Dalla, Simon & Garfunkel, Billy Joel eccetera.
Da piccola il nonno mi portava al parco e giocavamo a pallone.
Da piccola mi bastavano due moine e papà mi comprava qualcosa...convincere la mamma è sempre stato alquanto "impossibile".
Da piccola dicevo "plubblicità" invece di pubblicità.
Da piccola quando guardavo "La bella addormentata nel bosco" estraevo la mia spada di legno e "uccidevo la strega".
Da piccola avevo il computer, che tutti mi invidiavano.
Da piccola ero un maschiaccio...e lo sono tuttora.
Da piccola venivo discriminata dai compagni delle elementari perchè entrambi i miei genitori lavorarano e all'uscita da scuola mi veniva a prendere la tata.
Da piccola conservavo portachiavi e me li attaccavo al collo spacciandoli per medaglie.
Da piccola quando andavo a casa dalla nonna non potevo toccare niente "sennò si rompe".
Da piccola quando arrivai alle elementari sapevo già leggere e scrivere.
Da piccola non andavo mai da nessuna parte senza il mio Poppels e la bicicletta.
Da piccola mia zia mi chiedeva "Sei felice?" e io, con tutta naturalezza, rispondevo "Io non sono Felice, sono Carlotta". E quando lei mi diceva "Sei fuori?" io dicevo "No sono in casa".
Da piccola ascoltavo il walkman già a 3 anni.
Da piccola mio padre mi cantava la canzone di Robin Hood e mi faceva battere il tempo sulla chitarra, "Piano però eh!" diceva sempre.
Da piccola non sapevo cosa fare da grande.
Neanche adesso lo so...
Da piccola sognavo di essere come Chaplin...questo è un sogno work in progress!

giovedì 7 febbraio 2013

La vida es un botellón

Mi querida Valencia,
he pasado 6 meses entre tus calles, mirando hacia el sol y disfrutando del calor que me has ofrecido. Cuando llegué aquí tuve un poco de depresión, porqué echaba de menos a mis padres y amigos. Nunca he vivido sola, esta era la primera vez que me enfrentaba con los gastos de las compras, con el alquiler, la lavadora y la limpieza del piso. No había ni mama ni papa para cuidarme. Tuve que aprender como hacer la cama, como cocinar, como cuidar mis cosas, como limpiar y sobre todo...como vivir sola. Como ser responsable y como arreglarme. Frecuentar las clases en español me costó mucho tiempo, mucha fatiga y el doble del trabajo respeto a los otros chicos. Cuando me dicen "No te preocupes, eres erasmus! Todo será mas fácil" mi deseo de pegarlos es irrefrenable. Porqué aquí no hay diferencias entre erasmus y estudiantes de la universidad: mismos trabajos, mismos examenes, mismo trato. La única diferencia es que los profesores te perdonan si haces algún error de gramática...pero ya está!
Pero además de esto tuve la ocasión de conocer una de las ciudades más bonitas de toda España: una ciudad donde se vive bien, donde la vida cuesta menos. Una ciudad donde los chicos no hablan sólo de Justin Bieber o de Jersey Shore. He conocido esta preciosa ciudad, con sus plazas llena de chavales que hacen botellón, que cantan por la calle gritando y despertando a todo el mundo. Y la verdad es que lo hice también, con un quinto de cervecita en una mano, y un porro en la otra. Entre peleas con las compañeras de piso, la basura llena, clases desaparecidas, profesores que no entienden tu letra, calefacción inexistente...he pasado uno de los mejores 6 meses de mi puta vida, viviendo como en una película. Mirando hacia el sol escuchando música, fumando un cigarro mirando la luna y las estrellas, caminando sola en los parques mirando los niños con sus abuelos, intentando entender porqué el doblaje español es tan malo que parece que las chicas tengan las mismas voces.
Echaré de menos las calles llenas de chicos y de turistas, el centro lleno de italianos, el helado que te cuesta 6 euros, la canción de la Mercadona, el tío del piso arriba que empieza a cantar a las 2 de la madrugada, los 100 Montaditos, las tiendas de camisetas y la lluvia de la hostia. Echaré de menos el metro, las fiestas erasmus, los botellones con los polacos, el viento que te lleva consigo, el horno de los borrachos, las tapas, la paella valenciana y el frío que se pasa cuando estás en casa.
Pero, sobre todo, echaré de menos a todas las maravillosas personas que he conocido. Dicen que para descubrir quien eres tienes que viajar dentro tu alma...pues, la verdad es que tienes que viajar y basta. Este erasmus ha sido como un botellón interminable con mi alma, y nunca lo olvidaré...te echaré de menos, mi querida Valencia!
¡Hasta luego!


Dedicado a mi hermanita guapa

sabato 19 gennaio 2013

FINITELA UNA VOLTA PER TUTTE!



Non commento, ma ha ragione da vendere. Ribelliamoci! Diffondete questo video!